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Le praterie da sfalcio hanno sempre avuto in montagna un ruolo di
primaria importanza per l'economia rurale, le superfici a prato
sono state ricavate nei secoli dal disboscamento e dalla bonifica
delle zone più pianeggianti o meglio esposte tese ad assicurare
una buona produttività foraggiera.
I prati hanno composizione floristica molto varia (graminacee e
leguminose) in funzione dei caratteri pedologici e orografici della
stazione in cui sono ubicati, questa varietà influenza altresì
il numero dei tagli annui che vanno da due a tre.
L'utilizzo dei prati anche per il pascolamento dipente dalle usanze
e dalla politica gestionale degli allevatori; generalmente le praterie
vengono regolarmente concimate e sfalciate, l'erba così ottenuta,
una volta essiccata (fieno), viene raccolta e conservata in appositi
locali e utilizzata per l'alimentazione del bestiame durante i mesi
invernali.
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