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PEDOLOGIA

TERRENO O SUOLO
E' una formazione naturale di superficie, di spessore variabile, derivante dalla disgregazione fisica, dalla decomposizione chimica e biologica della roccia madre (sub. pedogenetico) e dei residui vegetali (lettiera).

PROCESSO PEDOGENETICO
E' la trasformazione graduale della roccia madre e dei residui vegetali nel terreno.

Il terreno è un fattore merobiotico, in quanto ottenuto dalla combinazione di fattori abiotici (come il clima, la roccia madre e l'orografia), di fattori biotici (come la vegetazione, l'uomo e la pedofauna) e del tempo.
Un terreno normale, con buone attitudini colturali, è costituito per il 50% del suo volume da spazi vuoti e per il restante da sostanze solide. A sua volta la parte solida è composta per il 95% del suo peso da sostanze minerali e per il 5% da sostanze organiche.

I COSTITUENTI MINERALI DEL TERRENO
La tessitura: Identifica la composizione centesimale di sabbia, limo ed argilla che costituiscono un determinato tipo di terreno in funzione del grado di disgregazione della roccia madre.

I COSTITUENTI ORGANICI DEL TERRENO
Colloide: materiale organico (sost. Umiche) o inorganico (frazione argillosa) formato da particelle di piccolissime dimensioni e caratterizzato da elevata superficie e di scambio per la presenza di cariche elettriche.
Sostanza organica: è tutto quel materiale che deriva da residui vegetali e animali in fase diversa di decomposizione. Il grado di decomposizione varia in funzione dell'interazione di diversi fattori tra i quali: Tempo; Clima; Vegetazione; Matrice pedologica; Giacitura; funzione antropica.


I FATTORI ABIOTICI

Detriti rocciosiROCCIA MADRE è il fattore preminente nelle fasi iniziali della pedogenesi, ma anche ad evoluzione avanzata assicura al suolo importanti proprietà che derivano dalla roccia e dai processi di alterazione geochimica (idrolisi totale) e biochimica (idrolisi neutra, acidolisi, complessolisi); la prima alterazione prevale nei climi caldi, mentre la seconda in climi temperati e freddi.
L'azione della roccia madre dipende dalla sua alterabilità, dalla sua composizione mineralogica e granulometria, nonché dalla sua giacitura rispetto al pendio.

CLIMA agisce principalmente per mezzo delle piogge, della temperatura e dell'igrometria. L'abbondanza di precipitazione favorisce i processi pedogenetici.

OROGRAFIA L'inclinazione e l'esposizione,determinano modificazioni locali del clima (micro e mesoclima) e variabili condizioni di erosione idrica. Diverse sono, quindi, l'igrometria, l'evaporazione e l'umidità del suolo.
Le variazioni di morfologia possono indurre anche una maggiore o minor distanza della falda dalla superficie.
L'erosione del suolo dipende dalla pendenza, dalla permeabilità e dalla intensità e volume delle piogge.

ACQUA quella che scorre in superficie e quella contenuta nel suolo stimolano i processi di ossidazione, di riduzione e di deposizione che caratterizzano certi tipi di suolo. Con la bonifica, si instaurano processi di ossidazione con formazione di ossidi di Fe e di Mn ad alta valenza, che lasciano nel profilo strisce di colore rosso ruggine o nero bruno; con l'allagamento del suolo prevalgono processi di riduzione e di deposizione di composti bivalenti di Fe e Mn. Questi processi possono verificarsi anche in condizioni meno estreme quando la risalita e la discesa dell'acqua siano periodiche e temporanee, ma abbastanza prolungate.


FATTORI BIOTICI

PIANTE SUPERIORI
La vegetazione agisce sulla pedogenesi contemporaneamente su diverse vie:

1. proteggendo il suolo contro l'erosione idrica ed eolica;
2. immettendo nel ciclo delle sostanze nutritive gli elementi derivanti dalla disgregazione della roccia madre, depositati poi nella lettiera e quindi immagazzinati in forma stabile nell'humus;
3. aumentando con le radici la porosità per migliorare la capacità idrica ed aerea;
4. contribuendo a fornire quasi interamente la S.O., che costituisce la fonte primaria per la pedofauna.

PIANTE INFERIORI
LettieraI primi organismi che si insediano sulla roccia sono autotrofi. Schizoficee e cloroficee assumono le basi liberate dai processi di dissoluzione a condizioni favorevoli di umidità.
I funghi (eterotrofi) compaiono solo dopo l'accumulo di una discreta quantità di S.O. Anche i batteri, alcuni dei quali azotofissatori (azotobacter, nitrosomonas), si sviluppano così come i licheni in questi ambienti difficili. La simbiosi tra ifa (azione meccanica) ed alga permette di trattenere l'umidità indispensabile per la sopravvivenza degli individui. Possono emettere sostanze acide e anidride carbonica, proveniente dalla respirazione, per alterare i minerali. Su rocce silicatiche, dopo i licheni compaiono i muschi, che hanno bisogno di una certa quantità di SiO2 . Trattenendo l'acqua piovana ampliano il suo effetto solubilizzatrice ed idrolizzante.

ANIMALI partecipano al processo di pedogenesi:
1. frammentando la lettiera e cooperando alla formazione dell'humus;
2. contribuendo con le proprie spoglie all'arricchimento di S.O. (Apporto di azoto);
3. aumentando la porosità del terreno con scavi e perforazioni;

La disponibilità idrica in relazione al potenziale capillare, la tessitura, la struttura, la concentrazione di anidride carbonica, il pH e la disponibilità di Ca (aumentano lumbricidi e d isopodi) sono fattori che influenzano la densità della pedofauna nel terreno.

UOMO l'influenza sul territorio è riassumibile in funzione dell'attività umana, che da sempre è legata alla risorsa terra:
1. agricoltura;
2. allevamento;
3. sfruttamento della foresta;
4. "progresso".

FATTORE TEMPO va inteso come durata dei processi pedogenetici, la cui azione ha potuto svolgersi tanto più a lungo quanto maggiore è stato, con caratteri climatici invariati, il periodo di tempo disponibile. Sotto l'azione prolungata dei fattori pedogenetici, vari suoli hanno avuto modo di evolversi passando dalla fase iniziale, per es. di serosem o di ranker, a quella matura di terra bruna per concludersi con l'invecchiamento in forma di podsol.
Nei climi temperati del postglaciale il tempo necessario ad evoluzioni complete si valuta in migliaia di anni, ma in molti casi lo stadio finale (climax) dei caratteri ecologici stazionali non è stato raggiunto; questo perché i fattori pedogenetici, tranne la roccia madre, non sono costanti nel tempo.



I principali orizzontiIL PROFILO DEL TERRENO

Il terreno si origina per una serie di trasformazioni fisiche e chimiche a carico della roccia madre e dei suoi residui vegetali. Tali trasformazioni conducono nel tempo alla differenziazione di profili pedogenetici (proiezione verticale del suolo) via via più complessi e comprendenti sempre un numero più elevato di orizzonti (si formano per effetto della lisciviazione e dell'accumulo, a determinati livelli, dei prodotti della trasformazione del substrato minerale ed organico).
Quando nel terreno prevale il movimento discendente dell'acqua, l'evoluzione del profilo prevede il raggiungimento di quattro orizzonti. Non tutti i terreni maturi raggiungono lo stadio di massima evoluzione (stadio d).



I principali orizzonti

Nei suoli più evoluti è possibile distinguere la presenza di:

1. Orizzonte O Costituito pressoché totalmente da sostanza organica;
2. Orizzonte A Eluviale in cui predomina il movimento discendente dell'acqua;
3. Orizzonte B Illuviale in cui l'acqua deposita i soluti da essa trasportati;
4. Orizzonte C Costituito dai frammenti grossolani della roccia madre rappresenta il substrato pedogenetico del terreno;
5. Orizzonte R Roccia madre.
.: Progetto di sistema FSE ob.3 Mis. C1 2001 ID 19563 :.
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