|
Steccherino
bruno
(Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karst.)
| ETIMOLOGIA:
|
Da
"imbricatus" (lat.) = disposto a embrici sovrapposti,
per le scaglie del cappello.
|
| CAPPELLO:
|
Convesso,
poi appianato infine depresso; di colore grigio-bruno, ornato da
grosse scaglie bruno-nerastre disposte concentricamente.
|
| IMENIO: |
E'
composto da aculei fitti, poco decorrenti al gambo, inizialmente
biancastri poi brunastri.
|
| GAMBO: |
Corto,
tozzo, non sempre centrale rispetto al cappello.
|
| ANELLO: |
Bianco,
intero, persistente, cascante a gonnella, sistemato molto in alto.
|
| VOLVA: |
Bianca,
membranosa, sottile, avvolgente, persistente, libera e lobata.Bianca,
membranosa, sottile, avvolgente, persistente, libera e lobata.
|
| CARNE: |
Coriacea;
inizialmente bianca poi bruno-grigiastra, dall'odore forte e poco
gradevole.
|
| COMMESTIBILITA': |
Commestibile
da giovane.
|
| HABITAT: |
Piuttosto
comune in boschi di abeti dove cresce in gruppi numerosi.
|
| SOMIGLIANZE
E VARIETA': |
Fungo
da consumare preferibilmente in polvere, previo essicamento, per
dare sapore a risotti, sughi e minestre.
Piuttosto scadente se consumato fresco, viene per lo più
seccato e polverizzato, in modo da poterlo utilizzare come aromatizzante.
Chi è solito raccogliere questa specie deve evitare di scambiarla
con altri Sarcodon dalla carne amarissima come ad es. Sarcodon
leucopus, riconoscibile per la superficie del cappello liscia,
o altri, sempre con sapori molto sgradevoli, che presentano una
minor decorazione sul cappello e colori bruno violacei.
|
Clicca
sulla foto del fungo per ingrandire
INDICE
FUNGHI
CHIUDI |