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CROCO
ALPINO
(Crocus albiflorus Kit. (C. vernus))
| FAMIGLIA: |
Iridaceae.
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| DESCRIZIONE:
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Geofita
bulbosa. Pianta erbacea perenne alta 8-15 cm.
Presenta il bulbo arrotondato, variamente schiacciato ai poli, con
fibre sottili.
Delle foglie inferiori alcune sono ridotte
a guaine biancastre mentre le altre
sono lineari, erette, con nervo centrale biancastro e lunghe circa
quanto il fiore.
I fiori sono solitamente uno per bulbo, il perigonio č generalmente
bianco anche se talvolta puņ risultare violetto.
Fiorisce tra marzo e giugno.
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| HABITAT: |
Prati,
preferibilmente concimati, e pascoli alpini, ad un'altitudine variabile
dai 600 ai 2.400 m slm.
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| DISTRIBUZIONE: |
E'
presente in tutta Italia ad eccezione di Puglia e Sardegna.
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| CURIOSITA': |
Il
nome del genere deriva da quello greco che fa riferimento ad un
giovane di nome Krokos che amava appassionatamente la ninfa Smilax.
Questo amore era destinato a morire perché egli era un uomo
e, come tale, mortale.
Gli dei, impietositi di quella grande e triste passione trasformarono
la ninfa in una salsapariglia (smilax aspera) e il giovane nel fiore,
che da quel giorno porta il suo nome.
Gli antichi greci e romani, in ricordo dei due innamorati, ponevano
questo fiore, simbolo del desiderio d'amore, sulle tombe degli amanti
morti per amore.
Un altro mito narra di come il fiore del croco sia nato dal sangue
di Krocos, ferito accidentalmente da Ermes mentre giocava al lancio
del disco.
Nel linguaggio dei fiori significa "giovinezza e spensieratezza".
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