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MELO
(Pryrus malus)
| DESCRIZIONE:
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Delle circa 25 specie del genere Malus esistenti, solo alcune interessano
la coltivazione. Di queste ricordiamo il M. communis da cui derivano
tutte le varietà da tavola.
La pianta di melo è caratterizzata da un buon sviluppo e
da un portamento dei rami estremamente variabile a seconda delle
cultivar. L'apparato radicale è relativamente superficiale
(20-70 cm) e si espande lateralmente oltre la chioma.
Le foglie sono di forma ellittica con margine seghettato
e tormentose nella pagina inferiore. I fiori, riuniti in corimbi,
sono tipici della famiglia delle rosacee, cui la specie appartiene,
e presentano 5 petali bianco-rosei e 5 sepali persistenti.
Il fiore è ermafrodita, ma il polline generalmente
non è in grado di fecondare gli ovuli dei fiori della medesima
varietà (autoincompatibilità). Per avere una regolare
fecondazione e il conseguente sviluppo del frutto occorre prevedere
la fecondazione incrociata. Questo si ottiene impiantando nel frutteto,
oltre alla varietà desiderata, un certo numero di piante
di altre varietà con funzione impollinante.
Il melo fiorisce nel mese di aprile e l'impollinazione avviene esclusivamente
ad opera degli insetti pronubi (api, vespe, bombi).
Il frutto è un pomo di forma variabile con una buccia
di colore intero o con striature varie. La polpa, bianca e consistente,
è di sapore dolce.
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| ESIGENZE
AMBIENTALI: |
L'elevata differenziazione genetica permette la coltivazione del
melo in aree a clima molto diverso. Pur preferendo i climi temperato-freddi,
questa coltura si adatta anche agli ambienti più caldi. In
queste zone può accadere però che durante l'inverno
non ci sia un adeguato periodo di freddo, necessario alle gemme
per completare la differenziazione fiorale. Se non viene soddisfatto
il fabbisogno in freddo si può verificare una caduta
delle gemme ed una fioritura anormale con conseguente scarsa produzione.
La pianta si adatta ai vari terreni anche se, come molte altre specie
da frutto, teme l'eccesso di calcare e i ristagni idrici.
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| PROPAGAZIONE: |
La
tecnica d'impianto del melo è simile a quella di molti altri
fruttiferi. Le cure colturali necessarie al meleto, negli anni successivi
all'impianto, riguardano la concimazione, le lavorazioni del terreno,
il controllo delle malerbe, i trattamenti antiparassitari e soprattutto
le operazioni di potatura e formazione della struttura d'allevamento.
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| ALLEVAMENTO: |
I sistemi
di allevamento più diffusi sono il vaso, la palmetta
e il fusetto.
Il vaso è la forma di allevamento presente in coltura
promiscua e in zone collinare e montane dove la meccanizzazione
delle operazioni colturali è fortemente ostacolata dalla
natura del terreno.
La palmetta è la forma di allevamento più diffusa
in Italia. È un sistema semintensivo che consente di ottenere
una parete produttiva che agevola le operazioni di raccolta e potatura
e i trattamenti antiparassitari.
Il fusetto è un sistema di allevamento diffuso negli
impianti ad alta densità.
Si adatta particolarmente a varietà deboli.
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| POTATURA: |
La potatura
del melo ha lo scopo di mantenere un certo equilibrio tra produzione
di frutti e sviluppo vegetativo, evitando l'alternanza di produzione.
Con la potatura, inoltre, si cerca di rinnovare gradualmente
i rami fruttiferi che, invecchiando, producono frutti di qualità
più scadente. |
| RACCOLTA: |
Il
momento della raccolta è condizionato dalla destinazione
del prodotto. Le mele solitamente si raccolgono ad uno stadio di
maturazione incompleta per poter prolungare la conservazione che
può essere ulteriormente allungata ricorrendo alla refrigerazione.
Il grado di maturazione viene individuato attraverso
la rilevazione del colore della buccia, della consistenza della
polpa e del contenuto in amido del frutto.
La raccolta delle mele per il consumo fresco viene eseguita manualmente,
in maniera tradizionale o integrata.
Nel primo caso, soprattutto in collina, l'operatore stacca i frutti
avvalendosi di scale per raggiungere le parti più alte della
pianta. In pianura invece si attua prevalentemente la raccolta integrata
che prevede l'impiego di carri-raccolta dotati di piattaforme laterali
a varia altezza su cui si dispongono gli operatori.
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