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MAIS
(Zea mays)
| DESCRIZIONE:
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Il mais è un cereale che sta assumendo a livello mondiale
una diffusione e un'importanza crescente. L'aumento delle superfici
investite è senza dubbio legata alla sua utilizzazione nel
settore zootecnico, pur continuando ad essere, in molti Paesi in
via di sviluppo, una delle principali risorse per l'alimentazione
umana.
Originario delle zone a clima tropicale e sub-tropicale dell'America
centrale, il granoturco si è diffuso anche in aree molto
lontane e diverse da quelle originarie, grazie soprattutto alla
notevole adattabilità e alla variabilità dei caratteri
presenti nell'ambito della specie.
È una graminacea caratterizzata da notevole taglia (può
superare anche i tre metri di altezza), da apparato radicale espanso
ma relativamente superficiale, da fusto (stocco) rigido con nodi
e internodi ripieni di midollo molle e spugnoso.
L'infiorescenza maschile detta "pennacchio", è
portata all'apice del fusto; quella femminile, una spiga composta
che viene impropriamente chiamata "pannocchia", è
inserita generalmente a metà dello stocco, all'ascella di
una foglia. La spiga è costituita da un asse ingrossato,
carnoso prima e legnoso a maturità, detto tutolo, sul quale
sono disposti in numero variabile i fiori.
Il mais è una coltura primaverile-estiva che trova il suo
habitat ideale nelle zone a clima subtropicale o a clima temperato
umido caratterizzate da regolari precipitazioni estive. È
sensibile al freddo, specie durante i primi anni di sviluppo, richiede
elevata temperatura durante la fase vegetativa e riproduttiva e
necessita di un periodo utile di coltivazione di 120-150 giorni
senza ritorni di freddo.
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| LAVORAZIONI: |
Il
mais richiede una tecnica colturale che ripristini un buon livello
di fertilità del terreno; per tale motivo è normalmente
compreso tra le colture da rinnovo. Come tale negli avvicendamenti
classici apre la rotazione ed è seguito da una pianta sfruttatrice
(frumento, orzo). Il mais, a sua volta, si avvantaggia degli effetti
positivi di un avvicendamento col prato (ad es. medica) o con altra
pianta da rinnovo o sarchiata (ad es. soia); va tuttavia annoverato
tra le specie che possono succedere a se stesse, senza che si verifichino
sensibili riduzioni produttive.
Per quanto riguarda le lavorazioni, di norma il mais necessita di
un'aratura autunnale a media profondità, in occasione della
quale si esegue l'interramento del letame (300-500 q/ha) o del liquame
(500-1000 Hl/ha).
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| SEMINA: |
La
semina si effettua quando la temperatura media del suolo raggiunge
almeno i 9-10°C, il che avviene normalmente della seconda metà
di aprile a tutto maggio, a seconda delle regioni. Il mais può
essere prodotto in coltura principale oppure in secondo raccolto,
seminando dopo un cereale autunno-vernino (frumento, orzo, avena)
e usando ibridi a ciclo breve.
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| CONCIMAZIONE: |
La
concimazione è fondamentale per una produzione elevata. È
pratica comune somministrare fino a 200-250 Kg/ha di azoto, 150-180
kg/ha di fosforo, 150-180 kg/ha di potassio.
A causa della sua forte produttività, il mais necessita di
una notevole irrigazione, pur essendo una delle colture più
efficienti nell'utilizzazione dell'acqua assorbita. Nelle zone con
piovosità estiva compresa tra i 250 e i 350 mm d'acqua è
possibile coltivare il mais avvalendosi dei soli apporti naturali;
nella maggioranza dei casi, comunque, dati i crescenti fabbisogni
nel periodo critico della fioritura, la coltura si avvantaggia notevolmente
dall'irrigazione di soccorso, che può essere effettuata per
infiltrazione laterale o per aspersione.
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| RACCOLTA: |
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