|
SALICE
RETICOLATO
(Salix reticolata L.)
| DESCRIZIONE:
|
Arbusto a spalliera, a foglie caduche, appressato al substrato e
lungo da 5
a 30 cm. Rami glabri, di colore variabile dal giallo-bruno al verde-oliva.
Gemme svernanti bruno chiare, ovato-lanceolate, glabre o debolmente
pelose. Foglie a picciolo di 1-2 a lamina da ovale a tondeggiante,
lunga 2-5 cm e larga
1-3 cm, con base arrotondata o quasi cuoriforme. Le foglie giovani
presentano un tomento lanoso più o meno fitto; a maturità
la pagina superiore è quasi del tutto glabra, lucida, di
color verde oliva, con una rete di nervature infossate (da cui il
nome); la pagina inferiore va dal grigio-biancastro al grigio-verde,
ha una pelosità persistente oppure glabrescente.
Fiori unisessuali in piante dioiche. Gli amenti compaiono assieme
alle foglie, sono posti apicalmente ai rami e sono pelosi. Quelli
maschili hanno peduncolo di circa 2 cm, sono lunghi 1,5-3,5 cm e
hanno spessore di 5 mm circa.
Le brattee fiorali, rotondeggianti, sono lunghe circa la metà
degli stami. L'involucro fiorale è assente, le antere hanno
colore rosso. Gli amenti femminili sono lunghi all'incirca 2 cm
con spessore pari a quello delle infiorescenze maschili. I fiori
di tarii.
L'ovario è peloso.
Epoca di fioritura: luglio/agosto; epoca di fruttificazione: agosto/settembre.
|
| AMBIENTE: |
Vive
su suoli umidi, detritici, a medio tenore di humus, generalmente ricchi
di calcare. Lo si rinviene però anche su rupi e superfici nude. |
| DISTRIBUZIONE: |
Europa
settentrionale e regioni montuose dell'Europa: Asia settentrionale
e Nordamerica. In Europa è diffuso in Scozia, Scandinavia,
Russia del Nord, Pirenei, Alpi e Carpazi. Sulle Alpi vive in genere
dai 1700 ai 3150 m; localmente discende fino alla fascia altitudinale
degli arbusti contorti.
Sebbene si rinvenga questa specie in natura soltanto in alta montagna,
il salice reticolato può essere facilmente coltivato anche
in pianura in alpineti su suolo detritico.
L'epiteto latino reticulata vuol dire reticolato, disposto a rete.
|
| GENERE: |
Il
genere Rubus comprende, a seconda delle opinioni dei sistematici,
250-3000 specie caducifoglie o sempreverdi, diffuse nell'emisfero
nord dall'Artide sino alle montagne tropicali.
Il rovo rappresenta una cosiddetta specie collettiva, nella quale
si includono numerose piccole specie, che differiscono per piccoli
caratteri, ma che possono risultare molto eterogenee per quanto
riguarda la loro ecologia.
La loro distinzione può presentare notevoli difficoltà
per il botanico dilettante. Fra i caratteri di maggiore importanza
ai fini tassonomici si annoverano la pelosità, la presenza
di ghiandole, la forma del calice e l'ambiente di vita. La specie
collettiva comprende circa 100 piccole specie.
I fiori vengono visitati soprattutto da api e calabroni, che raccolgono
polline e nettare. Dai frutti si ricava il vino di rovo, un liquore,
marmellate e gelatine. Nei giardini ne vengono coltivate diverse
razze.
Rubus era la denominazione romana del rovo; l'epiteto latino fruticosus
fa riferimento all'aspetto arbustivo.
|
Clicca
sulla foto dell'arbusto per ingrandire
INDICE
ARBUSTI
CHIUDI |