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ROSA
SELVATICA
(Rosa Canina L.)
| DESCRIZIONE:
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Pianta a portamento assai variabile.
In ambiente aperto si tratta di un arbusto rotondeggiante alto 1-3
m, con
ampia ramificazione. Negli arbusteti
presenta invece degli assi principali poco ramificati, che tendono
ad arrampicarsi sugli arbusti circostanti.
I giovani rami, debolmente pruinosi, sono piegati in varie direzioni.
Le spine sono localizzate in genere sotto le foglie, spesso a coppie,
di lunghezza diversa, da 7 a 10 mm, arcuate a uncino. Foglie alterne,
lunghe 8-12 cm, imparipennate con 5-7 foglioline e asse spinoso.
Le brattee sono concresciute con picciolo e sono persistenti.
Le foglioline, lanceolate, sono lunghe 3-4 cm e larghe 1,2-2,5 cm,
a margine regolarmente seghettato. Pagina fogliare superiore di
colore grigio-verde cupo; pagina inferiore più chiara; entrambe
sono glabre. Fiori isolati oppure a grappoli all'apice di corti
rami fogliosi; il peduncolo fiorale è lungo 1-2 cm. sepali
esterni pennati, gli interni solitamente indivisi. Petali lunghi
2-2,5 cm, rosa pallido. Stilo poco sporgente dal ricettacolo, terminante
con uno stimma glabro.
I frutti sono lunghi 2-2,5 cm e larghi 12.14 mm, di forma ovale,
di colore rosso corallo, glabri. Calice caduco. I frutticini ovali
lunghi 5 mm, si trovano all'interno del frutto composto, alla base
e alle pareti del ricettacolo.
Epoca di fioritura: maggio/giugno; epoca di fruttificazione: settembre/ottobre.
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| AMBIENTE: |
Al margine
dei boschi e dei sentieri, nelle macchie, al bordo degli arbusteti,
nelle radure e, in qualità di arbusteto pioniero, nei prati,
pascoli, campi e vigneti abbandonati. Su suoli abbastanza profondi,
limosi, moderatamente aridi, da basici a piuttosto acidi. La rosa
canina è eliofila e radica in profondità. |
| DISTRIBUZIONE: |
Europa,
a Nord fino alla Scandinavia meridionale; Asia occidentale e Nordafricana.
Nell'Europa centrale è una delle specie di rose più
comuni, dalla pianura al piano montano; sulle alpi vegeta fino ai
1500m.
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| GENERE: |
:
Il genere Rosa comprende oltre 250 specie delle zone temperate dell'emisfero
nord, raramente delle montagne tropicali. In Europa sono presenti
circa 40 specie molto simili fra loro, 25 delle quali nel Centroeuropa.
La rosa selvatica, come tutte le rose, non è munita in realtà
di spine, bensì di aculei, vale a dire di formazioni complesse
originate dai tessuti più esterni del fusto e che, a differenza
delle spine, si distaccano facilmente.
I fiori, molto appariscenti, hanno breve durata. Essi non producono
nettare e sono quindi visitati dagli insetti soltanto in virtù
del polline. A maturità la parete del frutto composto diventa
carnosa e molle; essi sono mangiati da mammiferi e da uccelli di
grandi dimensioni come gazze, corvi e cornacchie. I frutticini passano
indenni attraverso l'apparato digerente.
Il colore rosso del frutto è dovuto alla presenza di carotenodi,
soprattutto la licopina, che è responsabile anche della colorazione
dei pomodori. I frutti sono ricchi di vitamina C.
Le parti molli, ma anche i frutticini coriacei servono per ricavare
un tè. Le rose selvatiche possono raggiungere età
piuttosto ragguardevoli. Sulle rose si possono frequentemente osservare
le galle. Queste formazioni sferiche di color rosso sono indotte
dalla vespa delle galle della rosa.
Il nome Rosa veniva usato già dai romani. Potrebbe derivare,
analogalmente al greco "rhodon", dalla lingua persiana.
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