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RIBES NERO
(Ribes nigrum L.)

DESCRIZIONE:

Ribes nero Arbusto eretto moderatamente ramificato, a foglie caduche, alto 1,5-2
m. I giovani rami, finemente pelosi, vanno
dal colore grigio al bruno - rossiccio
e sono provvisti di piccole ghiandole sessili che emanano un intenso odore poco gradevole. La corteccia presenta
in età avanzata delle irregolari
scanalature di colore bruno - castano, separate da costole. Le gemme svernati, lunghe 5-8 mm, sono di forma ovale; è sempre presente una gemma apicale. Le foglie hanno un picciolo lungo 1-3 cm, con lamina da 3- a 5-lobata, lunga 5-10 cm, con peli ghiandolari, inizialmente pelosa su entrambe le facce e poi glabrescente su quella superiore. Il margine fogliare è doppiamente seghettato.
I fiori sono riuniti a 4-10 in racemi laterali all'ascella di piccole foglie membranacee. I fiori sono piccoli, ermafroditi, con peduncolo lungo 3-4 mm. L'ovario è infero, debolmente peloso e provvisto di ghiandole. I segmenti calicini sono lunghi 2-3 mm, riflessi, e si dipartono dal tubo calicino di forma campanulata.
La corolla è lunga all'incirca la metà del calice. Le bacche sviluppatesi alla base dell'infruttescenza sono larghe 8.10 mm, mentre quelle apicali sono considerevolmente più piccole e meno intensamente colorate.
I frutti hanno colore nero e sviluppano numerosi semi.
Epoca di fioritura: aprile/maggio; epoca di fruttificazione: luglio.

AMBIENTE: Negli arbusteti umidi, nelle boscaglie do ontano e nei boschi igrofili, su substrato limoso-argilloso oppure morboso, ricco di humus e di sali nutritizi, in genere acido.
DISTRIBUZIONE:

Francia nord-occidentale, Isole Britanniche, Scandinavia, Europa orientale, fino alla Siberia meridionale e alla Manciuria; nel Caucaso fino all'Himalaya. Manca in genere nelle regioni dell'Europa meridionale e sud-orientale. Nel Centroeuropea è più frequente nella parte settentrionale e in quella orientale; si è però inselvatichito anche in altre regioni.
Sulle Alpi vegeta fino a 1900 m.
il ribes nero è diventato assai raro, tanto da venir incluso fra le specie "minacciate" nella lista rossa. L'impollinazione è solitamente autogama, cosicché i fiori vengono visitati raramente dagli insetti. Il ribes nero ha iniziato a venir coltivato in epoca relativamente tarda, verso il XVI secolo.
Al giorno d'oggi il ribes nero costituisce un'importante pianta di interesse economico, che viene coltivata in estese piantagioni con varietà a diversa epoca di fruttificazione. I caratteristici frutti, di sapore gradevole, sono particolarmente ricchi di vitamina C.
Il colore scuro delle bacche è dovuto alla ricchezza di antociani, disciolti nel succo cellulare. Le bacche del ribes nero sono utilizzate per la produzione di succhi di frutta, marmellate e liquori. Nella medicina popolare le foglie e le bacche macerate vengono impiegate per combattere artriti, reumatismi, pertosse e tosse convulsa. Il ribes nero è una delle specie più frequentemente attaccate da Cronartium ribicola, un fungo con numerose specie ospiti.
Le spore formano sulla pagina fogliare inferiore delle pustolette gialle, che determinano ben presto la caduta del fogliame.

GENERE:

Il genere Ribes comprende circa 150 specie. In Europa si hanno 9 specie, delle quali 6 vivono nelle regioni centroeuropee. Ribes costituisce l'unico genere delle Grossulariaceae.
Il portamento varia considerevolmente in rapporto all'ambiente: all'ombra le piante sono scarsamente ramificate e portano rami disposti orizzontalmente oppure debolmente ricadenti, mentre in pieno sole il ribes alpino è in genere un arbusto di forma sferica, riccamente ramificato.
I rami appressati al suolo sono in grado di radicare, contribuendo in tal modo alla crescita e alla diffusione della pianta. I fiori sono unisessuali; in certi casi recano sia stami che carpelli, ma sono allora sterili e in genere anche più piccoli.
Occasionalmente lo stesso individuo presenta sia fiori unisessuali che bisessuali: l'arbusto è in tal caso ermafrodito. Le infiorescenze dei due sessi si distinguono anche per il numero di fiori. L'impollinazione avviene per mezzo di mosche e di piccole api a corta proboscide, in quanto il polline è facilmente raggiungibile.
I frutti sono appetiti dagli uccelli che contribuiscono a diffonderli. Di solito vengono piantati soltanto esemplari maschili.
Il nome generico Ribes deriva da "Ribas", una specie di rabarbaro (Rheum ribes) coltivato dagli Arabi, che lo utilizzavano quale pianta officinale. I conquistatori arabi rinvennero il ribes alpino nella penisola iberica e lo qualificarono con lo stesso nome.
Nel Medioevo il termine ribas fu convertito in ribes.

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