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FRANGOLA
(Fragola alnus Mill.)
| DESCRIZIONE:
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Arbusto
inerme a fogliame caduco,
eretto, alto 1,5-3 m oppure, occasionalmente, albero alto fino a
7 m
con corteccia a solcature longitudinali
poco profonde, di colore dal grigio al
bruno-rossastro con numerose lenticelle allungate marrone chiaro,
a pelosità dal
grigio al rugginoso, debolmente
glabrescenti. Gemme svernanti lunghe fino a 5 mm, ovali, appuntite,
prive di squame di protezione. La funzione protettiva viene, infatti,
assunta dalle foglie ancora chiuse, a pelosità rosso-bruna,
che soltanto alla ripresa dell'attività vegetativa si sviluppano
normalmente in foglie fotosintetizzanti.
Foglie alterne a picciolo di 8-12 mm e lamina ampiamente ovale oppure
ellittica, lunga 3-6 cm e larga 3-4 cm, ad apice ottuso e base ampiamente
cuneata; margine fogliare intero.
Entrambe le metà della foglia recano 7-8 nervature laterali
arcuate; le pagine fogliari sono pelose sui nervi, in parte glabrescenti.
Fiori ermafroditi, 5-meri, con involucro fiorale doppio; si sviluppano
al momento dell'emissione del fogliame e sono riuniti a 3-7 in gruppetti
ascellari, a peduncolo lungo 5-10 mm. Sepali triangolari di 1,5-3
mm inseriti sul ricettacolo fiorale campanulato, di colore bianco-verdiccio;
petali bianchi, lunghi 1-2 mm, conniventi in modo tale da avvolgere
stami.
Ovario libero all'interno del ricettacolo. Il frutto è una
drupa sferica di 7-8 mm, contenente da 2 a 3 noccioli e provvista
di una parete carnosa, di colore dal verde al rosso al nero-violetto
a maturità.
Epoca di fioritura: maggio/agosto; epoca di fruttificazione: luglio/ottobre.
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| AMBIENTE: |
Boschi
umidi a ontano, boschi torbosi a betulla, boschi igrofili, ma anche
boschi misti di latifoglie e di conifere; si rinviene su suoli a ristagno
d'acqua oppure a umidità variabile nelle stagioni, più
o meno ricchi in basi, talora acidi, poveri di nutrienti, profondi,
limosi, argillosi o sabbiosi, talora torbosi. Si associa con l'ontano
bianco, l'ontano nero, il viburno palle di neve, la madreselva pelosa
e lo spino cervino. |
| DISTRIBUZIONE: |
E'
diffusa nella porzione nord-occidentale dell'Africa, dalla penisola
iberica alla Siberia occidentale, in Asia minore e nella Persia
settentrionale. Manca nelle grandi isole del Mediterraneo, nella
parte meridionale della penisola balcanica, in ampie porzioni della
Scandinavia settentrionale e della Russia meridionale. Nel Centroeuropea
è assai diffusa dalle pianure alle Alpi, dove raggiunge i
1400 m; è più frequente in ogni caso in montagna.
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| GENERE: |
Il
genere Frangula comprende 50 specie arbustive inermi, diffuse soprattutto
in Eurasia e nel Nordamerica. In Europa sono presenti solamente
3 specie.
I fiori, poco appariscenti, vengono formati lungo un arco di tempo
molto lungo, cosicché lo stesso ramo reca in genere sia fiori
che frutti già maturi. I fiori sono visitati da diversi insetti,
ma è nota anche l'autofecondazione. I frutti sono dispersi
da uccelli che attuano in tal modo la disseminazione della specie.
A fecondazione avvenuta, la porzione superiore del ricettacolo si
distacca, assieme al calice, da quella basale. Quest'ultima si mantiene
invece sino a maturazione del frutto.
Il legno della frangola è a fibra grossa, è tenero
e molle; ha un alburno di colore giallo chiaro e un duramen rosso-mattone.
Si usava nei lavori di tornitura e per fabbricare cerchi di botte.
Dalla corteccia si ricava la droga "Cortex Frangulae";
essa contiene soprattutto glucosidi che, analogamente alla glucofrangulina,
presente nei semi, possiedono un forte potere purgante.
Il nome generico Frangula deriva dal latino "frangere"=
rompere, riferito alla fragilità del legno. L'epiteto alnus
è il nome generico dell'ontano.
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