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CRESPINO
(Berberis vulgaris L.)
| DESCRIZIONE:
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Arbusto
a foglie caduche, spinoso,
eretto, alto fino a 3 m. i giovani rami,
solcati, sono all'inizio pelosi, ma divengono poi glabrescenti,
di colore
grigio-bruno. Le gemme svernanti, di
forma ovato-allungata, sono lunghe 3-5 mm; è presente una
gemma apicale.
La ramificazione comprende rami di due tipi: rami lunghi e rami
corti.
Sui primi le foglie sono trasformate in
spine semplici o composte, lunghe 1-2 cm. i secondi recano invece
le vere foglie, disposte a ciuffo e inserite all'ascella di corte
spine.
Le foglie hanno picciolo lungo 2-15 mm, con lamina di forma variabile
da spatolata a ellittico-allungata, lunga 1,5-4 cm, glabra su entrambe
le pagine e con margine seghettato a dentelli recanti una spina
apicale.
I fiori sono riuniti in racemi terminali, lunghi circa 2 cm, all'apice
di rami corti; sono molto odorosi. Il fiore terminale è 5-mero,
quelli laterali in genere 3-meri; i segmenti calicini e corollini
sono conniventi; gli stami in numero di 6; l'ovario, supero, dà
vita a una bacca rossa lunga 8-10 mm, di colore rosso lucido, con
1-3 semi lunghi circa 5-6 mm. I frutti hanno sapore acido.
Epoca di fioritura: aprile/giugno; epoca di fruttificazione: agosto/settembre.
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| AMBIENTE: |
Al margine
del bosco, negli arbusteti in ambiente arido e caldo durante l'estate,
nelle siepi, nei boschi radi a pini e querce, su suoli limosi, argillosi
e marnosi, in genere profondi, ricchi di basi e di nutrienti, spesso
calcarei. |
| DISTRIBUZIONE: |
Europa
occidentale, centrale, meridionale e sud-orientale fino alla Crimea
e al Caucaso. Manca in Irlanda e in Scozia. Nell'Europa centrale
è frequente nelle pianure fino alla regione alpina, dove
vegeta fino a quote di 2000 m.
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| GENERE: |
Il
genere Berberis comprende circa 450 specie caducifoglie e sempreverdi,
arbustive, con fiori appariscenti.
Il baricentro dell'areale si trova nell'Asia orientale; esso si
estende tuttavia dall'Eurasia, al Nordafrica, all'America settentrionale
e meridionale, raggiungendo i tropici nelle Filippine, a Giava e
a Ceylon; nell'America meridionale sono presenti specie sempreverdi
fino alla regione andina. In Europa si hanno 4 specie spontanee,
delle quali solo una raggiunge i territori medioeuropei.
Il crespino presenta un'interessante biologia fiorale. Alla base
di ciascun petalo si trovano due nettarii. Gli agenti dell'impollinazione,
soprattutto api, inducono dei movimenti di curvatura degli stami
allorché tentano di raggiungere il nettare.
In condizioni di riposo gli stami aderiscono infatti all'involucro
fiorale, mentre a maturità si appressano al pistillo: in
tal modo gli insetti si caricano di polline. La curvatura degli
stami può essere facilmente indotta toccandoli con uno spillo
ed è quindi facile da osservarsi. Movimenti analoghi degli
stami sono presenti nelle Cistaceae.
Le bacche del crespino sono appetite dagli uccelli e vengono in
tal modo propagate. Esse contengono acido malico e molta vitamina
C. Nella parete cellulare della radice e della corteccia è
presente la berberidina, un alcaloide giallo di sapore amaro, derivato
da una base dell'isochinolina.
L'alcaloide ha un effetto eccitante sui movimenti peristaltici intestinali
e agisce anche sui centri della respirazione. Il legno, la corteccia
e le radici venivano un tempo impiegate per tingere di giallo lane
e pelli.
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