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CARPINO
NERO (Ostryata carpinifolia Scop.)
Noto
anche come carpino nero, è un albero alto fino a 15 m,
con chioma piramidale, leggera, verde chiaro, a palchi regolarmente
orizzontali. Il tronco è diritto, a volte policormico,
con scorza bruna, rugosa e screpolata in piccole placche rettangolari.
Le foglie sono decidue, alterne, spicciolate, con lamina ovata,
apice acuminato e base arrotondata; presentano una doppia e regolare
seghettatura. Le nervature secondarie sono fitte, diritte e parallele,
conferendo alla lamina un aspetto increspato. Le infiorescenze
maschili (amenti), lunghe fino a 10 cm, si sviluppano in primavera
assieme a quelle femminili (spighe), più piccole e più
corte e con setole irritanti la pelle. Ogni fiore femminile è
avvolto da una brattea che, dopo la fecondazione, si ingrandisce
e si richiude a sacco su se stessa includendo il pericarpio, aderente
alla sua parete interna. Questo sacco leggero e appiattito non
solo serve a facilitare il volo del frutto, ma svolge anche la
funzione di "vaso" per il seme durante le prime fasi
della gemmazione.
Ecologia
Boschi caducifogli termofili delle zone collinari e montane fino
a 1300 m. E' un albero a elevata adattabilità ecologica
che attecchisce su suolo fresco e maturo, di preferenza calcareo,
ma pure su suoli superficiali come specie pioniera in climi con
precipitazioni di almeno 700 mm all'anno. Nel settore meridionale
delle Alpi Orientali costituisce l'Orno-Ostryetum e si accompagna
a ornello e roverella.
Distribuzione
Dalla Francia meridionale attraverso l'Italia a est fino al Medio
Oriente e al Caucaso.
Usi
Impiegato soprattutto come combustibile, il legno del carpino
nero è duro e di difficile lavorazione per la presenza
di numerose fibre irregolari.
Specie simili
Il carpino bianco, che ha le foglie identiche ma chioma compatta
e verde scura, scorza liscia grigio scura e brattea o ala del
frutto trilobata.
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Foglie
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Corteccia
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Infruttescenza
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