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ACERO
DI MONTE (Acer pseudoplatanus L.)
Albero
alto fino a 30 m con chioma abbastanza densa, verde scura. Il
tronco diritto è rivestito da una scorza sottile, grigiastra,
inizialmente liscia quindi più o meno screpolata e fessurata
in placche irregolari. Rami di 2-3 anni rossastri con lenticelle
longitudinali, quelli dell'anno verdi e glabri. Le foglie decidue,
opposte, con picciolo di 6-15 cm, hanno lamina palmata a 3-5 lobi,
lunga fino a 15 cm, con apici acuti e margini denticolati. La
pagina superiore è verde scura, opaca, segnata da un evidente
reticolo di nervi secondari; quella inferiore, più chiara,
appare azzurrina per una caratteristica glaucescenza. In natura,
specialmente a quote superiori, le foglie si presentano spesso
arrossate. I fiori, unisessuali sullo stesso individuo (specie
monoica), sono riuniti in dense e strette pannocchie pendule;
i maschili hanno un calice pubescente e una minuta corolla verdognola.
L'impollinazione è anemofila, occasionalmente entomofila.
Il frutto è una disamara lunga fino a 5 cm, con le due
metà dotate di un seme globoso, quasi sferico, e di un'ala
venosa, un po' arcuata con divergenza prossima ai 90°.
Ecologia
Specie comune nella fascia montana, diffusa tra 500 e 1500 m di
quota, con eccezionali presenze in pianura e a 1900 m.
Distribuzione
Dalle coste atlantiche al Mar Caspio. In Italia l'acero di monte
manca solo in Sardegna.
Usi
Albero da parchi, giardini e viali alberati, da tempi immemori
impiegato nell'abbellimento delle zone abitate dall'uomo. La coltivazione
ha dato luogo, per selezione artificiale, a oltre 130 cultivar,
alcune delle quali a foglie viola - porpora, altre variegate,
altre ancora a tre soli lobi.
Specie simili
Questo acero di origine europea, non può essere confuso
con altre specie dei nostri territori, per le nervature della
pagina fogliare superiore caratteristicamente evidenti, e la ricca
seghettatura dei margini.
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Fiori maturi
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Frutti
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