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LARICE
(Larix decidua Mill.)
Albero
alto fino a 40 m con tronco cilindrico diritto e leggermente ricurvo
e chioma aperta e rada. I rami di primo ordine sono orizzontali,
mentre quelli di secondo ordine sono penduli. Le foglie aghiformi
sono distribuite a spirale tutt'attorno al ramo sui macroblasti,
riunite invece a fascetti di 20-40 sui brachiblasti. Misurano
2-4 cm. di lunghezza, sono piatte, molli e non pungenti, di un
verde chiaro che in autunno vira al giallo oro. In aprile-maggio
compaiono i coni: quelli maschili sono globosi, giallastri, e
i femminili, più vistosi, ovoidali e rossastri, sono circondati
da un ciuffetto di aghi. Dopo l'impollinazione diventano bruni,
si allungano fino a 4 cm. e persistono a lungo sul ramo, anche
per anni, spesso fino alla caduta del ramo stesso.
Ecologia
Il larice si trova in condizioni ottimali nei climi freddi e continentali
dei rilievi centroeuropei, tra 1.000 e 2.500 m. di quota, dove
si registrano escursioni termiche annuali di 20 °C. Predilige
la aree aperte e forma boschi radi e luminosi con sottobosco ricco
di piante erbacee. Dove il bosco lascia il posto alle praterie
alpine si incontrano individui isolati, deformati dal vento e
dalla neve.
Distribuzione
Albero tipicamente europeo, il larice presenta tre areali ben
distinti (Alpi, Carpazi, Tatra) che secondo alcuni studiosi corrisponderebbero
a tre varietà diverse, differenziate in base alle dimensioni
dei coni.
Usi
Fin dall'antichità il legno di larice era noto per la durata
e la robustezza, tanto che veniva impiegato nella costruzione
di imbarcazioni. Per la facile lavorazione e il suo colore caldo,
rossiccio, è apprezzato nei lavori di falegnameria.
Specie simili
Il genere Larix originario dell'Europa Centrale, annovera nove
specie diffuse solo nell'emisfero boreale, nella taiga o sui rilievi.
Di queste nel nostro Paese si coltiva solo il larice giapponese,
che presenta chioma verde-azzurrognola, coni tondeggianti, aghi
piatti, brattee delle pigne quasi invisibili.
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Aghi
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Corteccia
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Cono femminile
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Gemma
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Strobilo
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