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IL
CLIMA
Il clima
influenza direttamente la distribuzione e la diffusione in senso altitudinale
delle specie vegetali. Esiste in primo luogo un limite montano, posto
sulle nostre Alpi tra 1.800 e 2.200 m, oltre il quale il bosco non può
salire.

Il
clima attraverso i suoi fattori (temperatura, acqua, luce, neve
)
condiziona notevolmente la distribuzione delle varie specie arboree.
Vi sono infatti piante che preferiscono o meglio si adattano ad
ambienti aridi o umidi, a climi continentali o oceanici, a climi
freddi o temperati. Nella pianura, nei fondovalle maggiori e nella
fascia montana inferiore, detta sub-montana, prevalgono le latifoglie
(querce, castagno, frassini, aceri, ciliegi, carpini ecc.).
Nella fascia montana trovano ancora diffusione le latifoglie ed
in particolare il faggio, ma gradualmente compaiono dapprima in
mezzo alle latifoglie, poi sempre più diffuse fino a diventare
esclusive le aghifoglie (Abete bianco, Abete rosso, Larice, Pino
silvestre). È questo il limite oltre il quale non si spingono
le latifoglie
Più in alto nell'orizzonte sub-alpino, per il processo
di selezione e adattamento a condizioni sempre più rigide,
le specie presenti si riducono di numero e sono esclusivamente
aghifoglie (Abete rosso, Larice, Pino mugo e Pino cembro).
Merita di essere ricordata tra i fattori del clima l'azione della
neve che crea spesso, alle maggiori altitudini, deformazioni dei
tronchi per il peso e la spinta del manto nevoso e che arreca
gravi danni alle chiome delle piante per l'effetto abrasivo della
neve cristallizzata portata dal vento e per l'azione distruttiva
delle valanghe.
Anche l'azione del vento ha una sensibile influenza sul bosco
e sulle piante sia per i gravi danni che si verificano per sradicamento
e stroncamento delle piante in occasione di violente bufere, sia
per i danni provocati dai materiali trasportati in sospensione.
Nelle zone dove più frequenti si manifestano i venti le
piante tendono ad assumere forme particolari e del tutto anomale.
IL
TERRENO
Il
terreno esercita come il clima un'azione distributiva della vegetazione
e del bosco, però mentre il clima fa sentire i suoi effetti
su vasta scala, il terreno che varia di frequente anche a piccole
distanze, influisce sulla distribuzione delle varie specie su
scala ridotta. (Acidità e alcalinità).
L'azione del terreno si manifesta sia quale riserva idrica e di
sostanze minerali necessarie alla vita delle piante, sia attraverso
la sua reazione chimica.
Il bosco è condizionato nella sua diffusione dal clima
e dal terreno, ma è esso stesso fattore di modifica del
clima locale e di evoluzione del terreno che lo ospita.
Il bosco, infatti, con la sua densa copertura protettiva, modifica
soprattutto il clima al suo interno e di conseguenza quello del
terreno, abbassando la temperatura media annuale, ma anche riducendo
il periodo e la profondità del gelo nel terreno.
Ma la sua influenza si manifesta soprattutto sulla natura del
substrato: con lo sviluppo del bosco infatti migliorano le condizioni
di permeabilità, di porosità, di disponibilità
di sostanze organiche e minerali.
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