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AQUILA REALE
(Aquila Chrysaetos)

FAMIGLIA:

Aquila reale
Accipitridi

MORFOLOGIA:

Di grandi dimensioni, ha un'apertura alare che nella femmina (come in quasi tutti i rapaci, più grande del maschio) può sfiorare i due metri e mezzo, per oltre sei chili di peso. Di aspetto maestoso, ha il piumaggio di colore marrone con riflessi dorati.
Il becco è forte e ricurvo e le robuste zampe sono ricoperte di piume e fornite di fortissimi artigli. Si distingue per le grandi dimensioni, il volo volteggiante e scivolante con rari battiti d'ala.
Caratteristiche dell'animale sono gli occhi grandi, direzionati frontalmente, che permettono all'aquila reale un'ampia visione binoculare.
La sua vista sembra che sia otto volte più acuta di quella umana.
La preda viene fatta a pezzi con il potente becco adunco, tuttavia la femmina può utilizzarlo con la delicatezza di una pinzetta quando nutre i suoi figli. Le penne alle estremità delle ali, simili a dita, regolano il flusso d'aria, permettendo all'aquila di volare lentamente senza andare in stallo.
La preda viene agguantata con i forti artigli. L'artiglio posteriore, dalla forma ricurva, è la principale arma per uccidere le vittime.

HABITAT:

L'aquila reale, vera e propria sovrana degli uccelli, è l'aquila più diffusa nell'emisfero settentrionale e preferisce gli ampi spazi, soprattutto se montagnosi. Si tiene lontana dalle zone troppo boscose e abita solitamente l'area al di là del limite degli alberi, ma subito sotto il livello delle nevi perenni. Evita in genere le regioni intensamente popolate e i terreni agricoli, forse a causa della persecuzione da parte dell'uomo e dell'avvelenamento da agenti chimici, che in passato ha drasticamente diminuito il numero dei volatili. L'aquila reale è assente anche nelle pianure, nelle praterie e nelle steppe, poiché questi tipi di territorio offrono pochi punti elevati da cui sia possibile individuare una preda senza alzarsi in volo.

DI COSA SI NUTRE: La dieta di un'aquila reale varia molto a seconda del tipo di territorio. Le prede tipiche vanno dai mammiferi di taglia piccola e media agli uccelli: conigli, lepri, scoiattoli, marmotte, piccoli daini, galli cedroni, pernici e fagiani.
La prede di solito viene avvistata dall'aquila mentre sorvola bassa il terreno, che controlla scrupolosamente(è provvista di vista acutissima); poi, in veloce planata, cala sulle sue vittime e le ghermisce con gli artigli. Gli uccelli, invece, possono essere afferrati anche in volo. Le prede vengono dilaniate dai potenti artigli dotate di acuminate unghie posteriori che perforano il corpo della vittima uccidendola in breve tempo.
ABITUDINI E CURIOSITA':

Nel suo territorio una coppia di aquile può avere fino a 12 nidi, costruiti sui dirupi o fra i rami di alberi alti e antichi.
Ogni primavera la coppia sceglie un nido e lo rinnova con ramoscelli freschi.
La covata ha luogo da gennaio fra gli esemplari che abitano le zone più calde, e da maggio per quelli che abitano le regioni più fredde.
La femmina cova il primo uovo immediatamente e ne depone un secondo dopo 2-5 giorni.
Il maschio in questo periodo frequenta poco il nido ma, quando il primo pulcino esce dall'uovo, egli comincia a portare del cibo, che la femmina spezzetta per il piccolo.
Nel momento in cui il secondo uovo si schiude il primo nato sta già crescendo velocemente e capita che, negli anni in cui il cibo è più scarso, il primo uccide il secondo nato; ciò garantisce che almeno un pulcino riceva abbastanza cibo per sopravvivere.
Il maschio e la femmina di questi rapaci si uniscono per la vita e quando una coppia ha stabilito il proprio territorio, generalmente vi risiede per anni.
Le giovani aquile vengono condotte dai genitori fuori dal loro territorio circa 4 mesi dopo aver messo le piume, divenendo così nomadi fino a che sono abbastanza grandi per procreare, intorno ai 4-5 anni.
In questo periodo possono viaggiare per oltre 2000 Km.All'inizio dell'inverno le giovani aquile si allontanano alla ricerca di nuovi territori.
Nel passato l'aquila reale è stata perseguitata nel suo habitat, soprattutto dagli agricoltori, convinti che uccidesse i loro agnelli, e dai guardacaccia per proteggere gli uccelli nelle riserve dei loro padroni. Più di recente i pesticidi agricoli e l'inquinamento hanno provocato danni alle uova, il cui guscio è così sottile che spesso si rompe prima di schiudersi.
Al giorno d'oggi, leggi più severe proteggono questo rapace che, sebbene non sia minacciato ovunque, sta diventando progressivamente più raro.

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