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ZEIRAPHERA DINIANA
(Lepidoptera tortricidae)

E' un grande esempio forestale di coevoluzione tra l'insetto e il larice o il cembro.
La sua distribuzione geografica si estende dai Pirenei alla Scozia, dalle pendici meridionali delle Alpi e degli Appennini fino alla Scandinavia.
A seconda della latitudine vive a quote differenti: sulle Alpi tra i 1.200 e 2.100 m, in Scandinavia tra 100 e 900 m.
Si presenta, sottoforma di larva, con due ecotipi:

  • ecotipo scuro: tipico del larice;
  • ecotipo chiaro: tipico del cembro.
Questo insetto, tra i 1.700 e i 2.000 metri, compie una gradazione che dura 3 anni e va in contro a una latenza che dura 9 anni. Queste gradazioni si manifestano da ovest verso est.
DESCRIZIONE MORFOLOGICA:

Zeiraphera dinianaAdulti - dimorfismo sessuale non evidente; apertura alare tra i 18-22 mm; testa , torace e addome presentano un colore grigiastro.
Uova - forma ovoidale appiattita, colore giallastro o arancione.
Larve - lunghezza a maturità di 10-13 mm; il biotopo pino cembro presenta un colore brunastro o grigio-giallastro; il biotopo larice presenta un colore scuro.
Crisalidi - il colore può variare tra il marrone chiaro, marrone rossastro e marrone; lunghezza tra 7,5 e 12,5 mm; spine rivolte all'indietro presenti sui segmenti addominali.

CICLO BIOLOGICO:

La Z. diniana compie una generazione all'anno.
Le uova vengono deposte sotto i licheni del genere Parmelia che ricoprono i rami ma che non sono dannosi per la pianta.
Dopo due settimane di sviluppo rimangono in diapausa dalla fine dell'estate fino alla fine dell'inverno.
Le larve appaiono ad aprile (da 500 a 1.200 m di quota), ma possono apparire prima se la quota è più bassa o dopo se la quota è più alta (anche a giugno).
Le larve di prima, seconda e della prima metà della terza età si nutrono della parte giovane degli aghi.
Il bruco, raggiunta la seconda metà della terza età, si nutre della parte distale degli aghi, formando una sorta di imbuto di aghi e seta.
Quasi alla fine della quinta età, il bruco si sposta per portarsi a vivere entro un involucro segoso, dove ricomincia a nutrirsi di aghi mangiandone solo la parte più tenera.
Tutto il periodo nutrizionale dura 40-60 giorni, dopo di che la larva penetra nella lettiera, vi costruisce un rifugio di seta e vi si incrisalida. La crisalide permane da 25 a 36 giorni, dopo di che sfarfallano gli adulti.
I voli si prolungano da metà giugno a tutto luglio, periodo in cui le farfalle possono percorrere tra spostamento attivo e passivo fino a quasi 400 Km.
Ove la situazione per lo sviluppo dell'insetto è migliore (lariceti nella zona subalpina tra i 1.800 e i 1.900 m) il periodo di defoliazione intensa dura circa 3 anni a intervalli di 8-10. la progradazione dura dai 4 ai 5 anni con incremento della popolazione larvale da un fattore di 3.000 a 100.000, fino a 300 larve per Kg di rametti di larice.
Dopo inizia la retrogradazione che in 3-4 anni riduce la popolazione fino a 0,03-0,1 larve per Kg di vegetazione. Dopo di che riprende subito un'altra gradazione (senza evidente periodo di latenza); tale gradazione è dovuta soprattutto a fattori quali spazio, nutrizione, resistenza indotta dalla pianta.
Nemici naturali e clima sono fattori condizionanti ma non determinanti il ciclo.

DANNO:

Il danno principale che tale insetto provoca è una distruzione di
buona parte dell'apparato foliare con conseguenti perdite di
produzione legnosa; inoltre si ha una distruzione dei semenzali con conseguente alterazione della produzione dei semi.

LOTTA:

La migliore lotta da adottare contro questo insetto è l'applicazione
di preparati a base di bacillus thuringensis subspecie kustaki da applicarsi prima che le larve abbiano superato la terza età, oppure l'utilizzo di un regolatore di crescita come il diflubenzuron.

Clicca sulla foto dell'insetto per ingrandire

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