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PROCESSIONARIA
DEL PINO
(thaumetopoea pityocampa)
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Questa
specie di processionaria attacca solamente il genere pino. E' molto
diffusa in pinete soleggiate generalmente al di sotto dei 700-800
m s.l.m., raramente, in anni di gradazione si spinge fino ai 1.000
m.
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| DESCRIZIONE
MORFOLOGICA: |
Adulto
- è di colore grigio con ali anteriori più chiare
con 2-3 strie scure, le posteriori sono bianche con macchia nera
al margine interno.
Uova - sono avvolte a manicotto intorno ad un ciuffo di aghi ricoperte
da squame addominali della femmina. Ogni ovatura è composta
da un numero variabile di uova (da 100 a 400).
Larve - passano attraverso 5 stadi evolutivi; a maturità
misurano 30-40 mm, sono densamente pelose, di colore bruno con macchie
rossastre e una fascia ventrale giallastra.
Crisalidi - di colore marrone, lunghe 1 5-1 7 mm., sono ricoperte
da un bozzolo biancastro che si imbrunisce col tempo. In questo
stadio l'insetto passa da 2 a 4 mesi, tuttavia una parte delle crisalidi
può raggiungere la maturità nell'annata successiva
o addirittura dopo 2 o 3 anni.
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| CICLO
BIOLOGICO: |
Il
ciclo presenta lo svernamento allo stadio larvale. Le larve, comparse
ad agosto, manifestano immediatamente istinto gregario costruendo
un nido comune che non sarà pero quello invernale.
Condizioni climatiche sfavorevoli, basse temperature ed elevate
piogge, rallentano lo sviluppo larvale portando alle soglie dell'inverno
larve di seconda età, non in grado di costruire un nido invernale
e quindi destinate a perire. Il nido definitivo è costituito
da 50-1.500 larve di terza età.
Le larve fino al secondo stadio si nutrono di giorno e non possiedono
i peli urticanti, successivamente escono solo di notte nella tipica
processione, la colonna è mantenuta sia per stimoli tattili
(il capo di una larva tocca i peli addominali di quella che la precede)
sia grazie all'emissione di un filo sericeo che serve da guida.
A marzo, le larve che hanno superato l'inverno, cominciano la discesa
per l'incrisalidamento. Per quest'ultimo sono preferiti terreni
sabbiosi, permeabili, asciutti e ben soleggiati. La profondità
media è di 10 cm. L'incrisalidamento dura 8-10 settimane
e, qualora non compaiano fenomeni di superpausa, gli adulti sfarfallano
da metà giugno a fine agosto.
La vita degli adulti è breve, 1-2 giorni, allo sfarfallamento
fa seguito l'accoppiamento, previo richiamo dei maschi da parte
della femmina che, posizionatasi in luogo adatto estroflette la
ghiandola odorifera emettendo il feromone sessuale. In una notte
la femmina si accoppia, depone le uova e muore.
Le uova, deposte intorno a uno o due aghi di pino, vengono ricoperte
con le squame addominali fino a formare un manicotto squamoso e
compatto su un brachiblasto.
L'incubazione dura 30-45 giorni, le prime larve si notano già
nell'ultima decade di agosto.
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| IL
NIDO: |
Il
nido invernale è costruito dalle larve di terza e quarta
età ad ottobre-novembre sui rami più soleggiati della
pianta, è piriforme, bianco-grigiastro, con la parte più
stretta verso il basso.
Rappresenta un'importante protezione per le larve, durante il giorno
serve come accumulatore di calore e, nelle notti più fredde
quando le larve non escono per nutrirsi, le ripara dal gelo e permette
alle stesse di rimanere unite in modo da "riscaldarsi"
a vicenda.
Generalmente gli individui stazionati esternamente periscono mentre
quelli più vicini al nucleo della colonia sopravvivono.
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| DANNO: |
Questo
lepidottero attacca tutte le specie di pino in particolare il pino
nero (Pinus nigra), il pino silvestre (Pinus silvestris), il pino
marittimo (Pinus pinaster), il pino d'aleppo (Pinus halepensis)
e varie specie di cedro. Le larve si nutrono voracemente degli aghi
di pino causando defogliazioni anche di forte entità. Gravi
attacchi indeboliscono la pianta provocando ritardi di sviluppo
e favorendo la comparsa di altri fitofagi. I peli urticanti delle
larve possono causare irritazioni cutanee, oculari e respiratorie.
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| LOTTA: |
Possiamo
avere tre tipi di lotta:
- Agronomica:
evitare la messa a dimora di conifere in areali non consoni alle
loro caratteristiche o in zone particolarmente colpite dal parassita;
- Meccanica:
consiste nel raccogliere le ovature e distruggere i nidi nel periodo
invernale;
- Biologica:
utilizza l'impiego del Bacillus thuringiensis contro le giovani
larve ai primi di settembre.
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