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DENDROCTONUS
MICANS
(Coleoptera scolytide)
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E'
diffuso in Italia in tutto l'arco alpino e in particolar modo sulle
Alpi orientali.
Il suo substrato alimentare è composto da piante del genere
picea e pinus, in particolare picea excelsa, picea sitchensis, pinus
sylvestris.
La presenza di questo scolitide causa secrezioni resinose di color
cremeo, purpureo o
marrone e granuli di resina alla base della pianta.
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| DESCRIZIONE
MORFOLOGICA: |
Adulti
- colore nero lucente, maschi di lunghezza 5,6-6,5 mm, femmine di
7-9 mm, entrambi larghi 2,5-3 mm, sutura mediana nella fronte.
Uova - forma ellissoidale, colore biancastro translucido.
Larve - scolitiformi, colore biancastro, capo bruno, lunghe da 8
a
11 mm.
Pupe - exarate, colore biancastro translucido.
Gallerie materne - andamento obliquo rispetto all'asse longitudinale
del tronco o delle radici, lunghe tra 6 e 15 cm con presenza di
dilatamenti di tasche per l'ovideposizione.
Gallerie larvali e celle pupali - strutturate a piazzola con fori
di ventilazione presso il fronte di alimentazione.
Nicchie di impupamento scavate nello spessore degli escrementi larvali.
Gallerie di nutrizione adulti - nicchie più o meno profonde
scavate lungo i bordi della galleria di ovideposizione e sviluppo
larvale.
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| CICLO
BIOLOGICO: |
L'ontogenesi
ha durata diversa a seconda delle condizioni
climatiche (da 1 a 3 anni), inoltre sono presenti generazioni sorelle
e quindi lungo tutto l'anno sono sempre presenti tutti gli stadi
ontogenetici, tranne le uova che si trovano tra aprile e novembre
in precisi momenti.
La femmina depone da 100 a 293 uova. In un ciclo biologico corto
l'ovodeposizione si ha in fine primavera, l'inverno è trascorso
da larve e pupe e nella primavera successiva si differenziano gli
adulti: i primi che sfarfallano depongono in estate, gli altri si
riproducono l'estate successiva dopo ibernazione.
In un ciclo biologico lungo gli individui derivano da uova deposte
in autunno e trascorrono due inverni: come larva giovane il primo,
come larva in stadio avanzato o come pupa il secondo.
Gli adulti appaiono in primavera e si riproducono se hanno raggiunto
la maturità sessuale, altrimenti si riproducono l'anno dopo.
In genere le femmine vengono inseminate dai fratelli entro le
gallerie di farfallamento, tranne quando, in caso di forti epidemie,
so fondono le gallerie di viluppo delle covate.
Queste passano poi a colonizzare la stessa pianta o piante limitrofe.
L'ovideposizione avviene a temperature maggiori o uguali a 7°C.
La sex ratio è fortemente a favore delle femmine le quali
scavano le gallerie materne deponendovi le uova a gruppi nelle zone
più allargate.
Si ha una successione di fronti collettivi di alimentazione per
la scolarità delle chiusure; alle spalle di tale fronte si
trovano gli escrementi e altri residui (larve morte o ammalate).
La presenza di un predatore (il coleottero rizofagide "Rhizophagus
grandis gyllenhal") fa si che le epidemie si ridimensionino
ad uno stadio di non dannosità per il bosco.
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| DANNO: |
L'azione
del D. micans può portare al disfacimento del cambio che
in alcuni casi può portare alla morte della pianta o ad una
sua
predisposizione verso l'attacco di litofagi secondari.
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| LOTTA: |
E'
molto importante mettere in quarantena le zone infestate; utilizzare
le cure selvicolturali e se il bosco è puro trasformarlo
in
misto; è sconsigliata la lotta chimica.
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