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Il
cammino dell'energia nella storia dell'uomo
Gli uomini primitivi non conoscevano l'energia. Essi
trovavano il necessario per vivere nella natura.
La prima grande "rivoluzione", l'uomo la
compì con la scoperta del fuoco, la seconda
si ebbe con la nascita dell'agricoltura e dell'allevamento.
Poi, a causa delle necessità legate allo sviluppo
dell'agricoltura, si ingegnò di dominare, per
quanto era possibile le acque.
Col passare del tempo la quantità di energia
richiesta diventava sempre maggiore.
Ecco allora comparire il carbone come energia termica,
la forza dell'acqua e del vento come energia meccanica.
Successivamente si sfruttarono i bacini idroelettrici,
dai quali si ottenne il "carbone bianco",
cioè l'energia elettrica ricavata dall'acqua.
Gli ultimi passi del cammino dell'energia ci conducono
ai pozzi di petrolio (da circa 60 anni la fonte
energetica principale), una fonte che sembrava inesauribile,
ma di cui varie vicende hanno reso sempre più
problematica e costosa l'utilizzazione.
L'ultima "rivoluzione energetica" è
quella nucleare.
Per diverse ragioni l'energia viene trasportata e
resa disponibile sotto forma di elettricità.
L'energia elettrica, infatti, può essere trasportata
dai generatori alle utenze mediante una rete di cavi
facilmente installabile e senza perdite apprezzabili;
può essere trasformata con alto rendimento
in energia termica, meccanica e chimica; può
alimentare un altissimo numero di apparecchi elettrici
ed elettronici e di sistemi di illuminazione; è
controllabile istantaneamente nel punto di utilizzo:
per accendere o spegnere un dispositivo elettrico
è sufficiente infatti lo scatto di un interruttore!
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