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L'energia
idroelettrica
L'energia
idroelettrica è una risorsa energetica rinnovabile,
ovvero una fonte di energia che non si esaurisce con
l'uso.
E' basata sullo sfruttamento dell'energia cinetica
dell'acqua disponibile ad una certa quota rispetto
alla posizione degli impianti idroelettrici.
La potenza di un impianto dipende da due fattori:
- La
portata: passaggio di una massa d'acqua attraverso
un punto per un'unità di tempo;
- Il
salto: dislivello tra la quota dove è presente
la risorsa idrica svasata e dove questa viene restituita
all'ambiente naturale attraverso una turbina.
In
base ad essa gli impianti si dividono in:
- Micro
- impianti: P < 100 kW
- Mini
- impianti: 100 kW < P < 1.000 kW
- Piccoli
- impianti: 1.000 kW < P < 10.000 kW
- Grandi
- impianti: P > 10.000 kW
Gli
impianti possono essere:
-
Ad acqua fluente: impianti idroelettrici posizionati
sul corso del fiume;
- A
bacino: l'acqua è raccolta in un bacino montano
grazie a un'opera di sbarramento o diga;
- Di
accumulo a mezzo pompaggio: l'acqua viene portata
ad alta quota per mezzo di pompe.
Le
centrali possono essere costruite ovunque sia possibile
creare degli sbarramenti su un corso d'acqua e inoltre
necessitano di un dislivello di almeno qualche decina
di metri.
Le aree montuose recenti (Alpi, Himalaya, Montagne
Rocciose, Ande) e alcune di quelle antiche (Scandinavia,
scudi canadese, brasiliano, africano, siberiano) presentano
caratteristiche favorevoli allo sfruttamento del potenziale
idrico.
Grandi produzioni di energia idroelettrica si hanno
in Canada, in Siberia e lungo i grandi fiumi della
fascia tropicale (Congo, Zambesi, Paranà).
Esistono anche centrali ad acqua fluente ma la loro
potenzialità è inferiore alle altre.
Di recente sono anche stati installati impianti
che sfruttano il movimento delle acque oceaniche,
prodotto sia dalle correnti artificiali ma anche dal
dislivello delle maree, le quali sono molto più
evidenti rispetto a quelle dei mari.
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