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L'energia
geotermica
L'energia
geotermica fa parte della categoria dell'energia da
fonti rinnovabili, quelle cioè che continueranno
a fornirci energia in quantità praticamente
illimitata fino a che esisteranno la Terra e il sistema
solare.
La prospettiva realistica di un esaurimento delle
fonti energetiche tradizionali (carbone, petrolio,
metano, uranio) unita all'impossibilità di
allargare il ricorso all'energia idrica (fiumi, bacini
montani) ha portato al formarsi di un vivo interesse
nei confronti di una serie di fonti energetiche rinnovabili
un tempo completamente trascurate a causa dell'abbondanza
di carbone e petrolio.
A ciò va aggiunto il fatto che nel mondo si
è accresciuta notevolmente una tendenza contraria
all'utilizzo del carbone in centrali altamente inquinanti
e che le centrali elettronucleari, dopo il disastro
di Cërnobil, suscitano diffidenze in settori
sempre più ampi della popolazione mondiale.
Tra queste fonti rinnovabili hanno particolarmente
interesse quelle relative all'energia raggiante e
all'energia geotermica. Quest'ultima deriva dal vapore
ad alta temperatura che fuoriesce in corrispondenza
dei campi geotermici, cioè di zone del sottosuolo
in cui circola acqua caldissima.
Normalmente la temperatura aumenta scendendo nel sottosuolo
di circa 1 grado ogni 30 metri, ma nei campi geotermici
si raggiungono alte temperature a profondità
relativamente basse.
I campi o serbatoi geotermici esistono grazie a particolari
condizioni geologiche e termodinamiche, come la presenza
di acqua sotterranea riscaldata dal magma. Perforando
il sottosuolo fino ad incontrare queste sacche, si
può ottenere il fluido geotermico, separarne
il vapore della fase liquida e inviarlo in turbina
per produrre energia elettrica.

Una
conoscenza delle risorse energetiche geotermiche nazionali
è molto importante in quanto la maggior parte
di essa non è ancora sfruttata. Per esempio,
le acque calde a bassa temperatura non utilizzabili
per la produzione di energia elettrica sono però
sfruttate per sistemi di riscaldamento centralizzati.
L'energia geotermica, come detto, può all'atto
pratico essere considerata inesauribile soprattutto
se si pensa di poter utilizzare quelle formazioni
geotermiche che forniscono solamente acqua calda anziché
vapori, che sono la maggioranza.
La trivellazione dei pozzi geotermici presenta difficoltà
molto maggiori di quelle petrolifere ed è estremamente
costosa; per tale motivo questa forma di energia non
è ancora stata sfruttata adeguatamente, ma
ha avuto successo solo in alcuni luoghi con particolari
condizioni geologiche.
Le prime applicazioni dell'energia geotermica furono
eseguite in Italia nel 1904 (esattamente a Larderello,
un paesino della Toscana, il vapore che sgorga dalla
terra è tuttora usato per produrre elettricità),
attualmente tale risorsa è sfruttata particolarmente
in Russia, Giappone, Nuova Zelanda, Messico e California.
Importanti sono anche i geyser in Islanda di cui l'energia
geotermica prodotta viene usata per riscaldare intere
città o anche per produrre elettricità.
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