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Le
fonti utilizzate nel passato
I primi uomini possedevano solo l'energia muscolare
e, dopo la scoperta del fuoco, furono in grado di
sfruttare solo l'energia (sottoforma di calore)
derivata della combustione del legno.
Già alcune migliaia di anni fa si iniziò
ad utilizzare altre forme di energia: quella degli
animali (bue e cavallo), quella ottenuta dallo scorrere
dell'acqua e dal movimento di masse d'aria (venti),
utilizzata per far muovere le barche per mezzo delle
vele.
Le fonti utilizzate nel presente
A partire dal XIX secolo, con l'affermarsi della rivoluzione
industriale, il consumo di energia è aumentato
vertiginosamente ed è tutt'ora destinato a
crescere senza sosta: all'uso di energia è
infatti collegato il benessere della nostra civiltà.
L'energia non si ricava dal nulla, ma viene prodotta
attraverso fenomeni naturali o controllati dall'uomo.
La massima parte dell'energia mondiale proviene attualmente
dai combustibili fossili (petrolio, carbone e gas
naturale), mentre una piccola parte deriva dall'energia
idroelettrica, geotermica e nucleare.
Queste sorgenti di energia, insieme ad altre meno
sfruttate, costituiscono le fonti primarie. Molte
di queste fonti energetiche non sono utilizzate così
come sono, ma vengono trasformate in fonti di energia
più comode, più facilmente trasportabili
e immagazzinabili.
Le fonti energetiche si dividono in due gruppi:
- rinnovabili,
cioè sempre presenti, come il sole, il vento,
l'acqua;
- non
rinnovabili, destinate cioè ad esaurirsi
tanto più in fretta quanto maggiore sarà
il loro sfruttamento nei prossimi anni.
Infatti secondo gli esperti le principali fonti di
energia non rinnovabile, cioè i giacimenti
di petrolio , carbone , uranio e gas naturale, hanno
una durata limitata, forse non più di cento
anni; se questo problema non troverà una soluzione,
la nostra generazione e quelle seguenti saranno costrette
a razionare l'energia.
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