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Il
rischio chimico-industriale deriva dalla fuoriuscita
da impianti industriali, cisterne o contenitori di
vario tipo di sostanze tossiche, cioè
composti chimici che provocano effetti nocivi sulla
vita umana, animale e vegetale quando sono inalati,
ingeriti, assorbiti per via cutanea o diffusi nell'aria,
nell'acqua e nel suolo.
Il rischio chimico-industriale comprende anche l'emanazione
di sostanze infiammabili, come gas o altri combustibili,
e di sostanze esplosive.
Questi rilasci sono quasi sempre dovuti a cause
incidentali, come incidenti stradali nel caso
di spargimento di combustibili, o disattenzione e
inesperienza degli addetti nel caso del rischio industriale.
Questi fenomeni sono sempre dovuti a cause incidentali,
spesso imputabili alla disattenzione o all'inesperienza
degli addetti e più raramente a guasti tecnologici
o errori di processo.
Nell'ultimo decennio é decisamente aumentata
l'attenzione verso i rischi sanitari e ambientali,
più prevedibili di quelli naturali. Tuttavia
il mondo industriale non potrà mai essere totalmente
sicuro e di conseguenza non esistono attività
umane prive di rischio.
Gli effetti
Tali fenomeni di alterazione ambientale possono produrre
svariati effetti quali:
- Lesioni,
ustioni e causticazioni per l'uomo nel caso
di inalazione, ingestione o assorbimento per via
cutanea di sostanze tossiche;
- Crolli
o danneggiamenti a causa del rilascio di grandi
quantità di energia nel caso di esplosioni
o incendi;
- Contaminazioni
tossiche nel caso di sversamenti di sostanze inquinanti
per l'ambiente.
L'entità
del rischio è variabile, in quanto delle
migliaia di industrie presenti sul territorio solo
poche sono considerate altamente pericolose, cioè
in grado di provocare danni gravi in caso d'incidente.
Come
termine di paragone per definire il massimo rischio
atteso per gravità ed estensione, viene preso un potenziale
incidente paragonabile a quello avvenuto presso l'ICMESA
di Seveso nel luglio del 1976, quando si verificò
un grave rilascio di diossina.
Le conseguenze di quell'incidente indussero gli stati
europei a predisporre la regolamentazione delle attività
industriali più pericolose, cioè quelle che possono
provocare incidenti con conseguenze simili a quello
riscontrate in quell'occasione, definite attività
a rischio d'incidente rilevante.
Le industrie a rischio d'incidente
rilevante
Le industrie a rischio d'incidente rilevante
sono quelle in cui sono presenti determinate sostanze
pericolose per l'organismo umano (sostanze tossiche)
che possono essere rilasciate all'esterno dello stabilimento
o che possono liberare grandi quantità di energia
termica (sostanze infiammabili) o energia dinamica
(sostanze esplosive).
Gli
incidenti rilevanti si possono quindi definire
come eventi che comportano l'emissione incontrollata
di materia e/o energia all'esterno dei sistemi di
contenimento tale da dar luogo ad un pericolo grave,
immediato o differito per la salute umana e per l'ambiente,
all'interno o all'esterno dello stabilimento.
Il miglioramento degli standard di sicurezza e
la messa a punto di sistemi di prevenzione e protezione
previsti nelle normative per le industrie a rischio
d'incidente rilevante hanno lo scopo di ridurre il
rischio agendo sia sulla probabilità che accadano
incidenti, sia sulla mitigazione delle loro conseguenze.
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