Home page Monitoraggio Area servizi Contatti Mappa del sito

Rischi ed Emergenze

Rischi da attivita'    antropica

    Rischio chimico
    Rischio nucleare
    Rischio incendio
Rischi da attività    naturale
    Le frane
    Rischi sismici
    Rischi vulcanici
Sistema idraulico    forestale
Ingegneria    naturalistica
Area Servizi
Contatti
Agenda 21
Forum


UNA NUOVA POLITICA

PER L'AMBIENTE


Ricerca nel sito

Rischi ed Emergenze
Home > L'ambiente > Rischi ed emergenze > Rischi da attività antropica > Rischio chimico

RISCHIO CHIMICO

Il rischio chimico-industriale deriva dalla fuoriuscita da impianti industriali, cisterne o contenitori di vario tipo di sostanze tossiche, cioè composti chimici che provocano effetti nocivi sulla vita umana, animale e vegetale quando sono inalati, ingeriti, assorbiti per via cutanea o diffusi nell'aria, nell'acqua e nel suolo.
Il rischio chimico-industriale comprende anche l'emanazione di sostanze infiammabili, come gas o altri combustibili, e di sostanze esplosive.
Questi rilasci sono quasi sempre dovuti a cause incidentali, come incidenti stradali nel caso di spargimento di combustibili, o disattenzione e inesperienza degli addetti nel caso del rischio industriale.
Questi fenomeni sono sempre dovuti a cause incidentali, spesso imputabili alla disattenzione o all'inesperienza degli addetti e più raramente a guasti tecnologici o errori di processo.
Nell'ultimo decennio é decisamente aumentata l'attenzione verso i rischi sanitari e ambientali, più prevedibili di quelli naturali. Tuttavia il mondo industriale non potrà mai essere totalmente sicuro e di conseguenza non esistono attività umane prive di rischio.

Gli effetti
Tali fenomeni di alterazione ambientale possono produrre svariati effetti quali:

  • Lesioni, ustioni e causticazioni per l'uomo nel caso di inalazione, ingestione o assorbimento per via cutanea di sostanze tossiche;
  • Crolli o danneggiamenti a causa del rilascio di grandi quantità di energia nel caso di esplosioni o incendi;
  • Contaminazioni tossiche nel caso di sversamenti di sostanze inquinanti per l'ambiente.

L'entità del rischio è variabile, in quanto delle migliaia di industrie presenti sul territorio solo poche sono considerate altamente pericolose, cioè in grado di provocare danni gravi in caso d'incidente.

Come termine di paragone per definire il massimo rischio atteso per gravità ed estensione, viene preso un potenziale incidente paragonabile a quello avvenuto presso l'ICMESA di Seveso nel luglio del 1976, quando si verificò un grave rilascio di diossina.

Le conseguenze di quell'incidente indussero gli stati europei a predisporre la regolamentazione delle attività industriali più pericolose, cioè quelle che possono provocare incidenti con conseguenze simili a quello riscontrate in quell'occasione, definite attività a rischio d'incidente rilevante.

Le industrie a rischio d'incidente rilevante
Le industrie a rischio d'incidente rilevante sono quelle in cui sono presenti determinate sostanze pericolose per l'organismo umano (sostanze tossiche) che possono essere rilasciate all'esterno dello stabilimento o che possono liberare grandi quantità di energia termica (sostanze infiammabili) o energia dinamica (sostanze esplosive).

Gli incidenti rilevanti si possono quindi definire come eventi che comportano l'emissione incontrollata di materia e/o energia all'esterno dei sistemi di contenimento tale da dar luogo ad un pericolo grave, immediato o differito per la salute umana e per l'ambiente, all'interno o all'esterno dello stabilimento.
Il miglioramento degli standard di sicurezza e la messa a punto di sistemi di prevenzione e protezione previsti nelle normative per le industrie a rischio d'incidente rilevante hanno lo scopo di ridurre il rischio agendo sia sulla probabilità che accadano incidenti, sia sulla mitigazione delle loro conseguenze.

.: Progetto di sistema FSE ob.3 Mis. C1 2001 ID 19563 :.
Progetto cofinanaziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lombardia