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Il
vulcano
Il
vulcano è un'apertura della crosta
terrestre attraverso la quale, dall'interno della
Terra, può fuoriuscire in superficie materiale
roccioso fuso (magma), unitamente a gas.
Il termine, che si applica genericamente anche alle
forme del paesaggio prodotte in seguito alle eruzioni
magmatiche, deriva dal nome di una delle isole Eolie:
qui, secondo la mitologia latina, il dio del fuoco
Vulcano aveva la sua fucina.
Vi sono vari tipi di eventi vulcanici che possono
rappresentare un pericolo per la vita umana e per
le cose:
- Correnti
piroclastiche;
- Lahar;
- Valanghe
di cenere e detriti;
- Colate
di lava;
- Caduta
di frammenti piroclastici;
- Gas
vulcanici;
- Tsunami.
Correnti
piroclastiche
Le correnti piroclastiche sono formate da un miscuglio
di frammenti di roccia e gas ad alta temperatura.
Si muovono velocemente sotto l'azione della forza
di gravità.
Il
comportamento del fluido dipende dalla concentrazione
delle componenti solide nella massa dei gas.
Le correnti ad alta concentrazione sono essenzialmente
non turbolente.
Le correnti a bassa concentrazione, chiamate surges,
possono espandersi come uragani.
Le correnti piroclastiche sono potenzialmente altamente
distruttive a causa della loro massa, dell'alta temperatura,
dell'alta velocità e della grande mobilità.
L'unico modo per evitare questo rischio è quello
di evacuare la zona prima che si verifichi l'eruzione.
Lahars
I lahars sono fluidi formati da acqua e parti solide
di tutte le dimensioni. Le parti solide sono originate
direttamente o indirettamente dall'azione del vulcano.
I lahars possono formarsi da correnti piroclastiche
che scorrono sopra neve e ghiaccio. Possono avere
velocità comprese tra 1 m/s e 40 m/s e possono
percorrere centinaia di chilometri.
Colate
di lava
Le colate di lava raramente costituiscono un pericolo
per la vita delle persone ma bruciano ogni cosa
lungo il loro percorso. Possono ostruire fiumi
formando laghi che riempiendosi di acqua possono poi
straripare allagando il territorio circostante. Si
può tentare di controllare le colate di lava
costruendo barriere e canali per deviarne il corso
o distruggendo con esplosivo la sorgente o il fronte
avanzato.

Caduta
di frammenti piroclastici
Il materiale piroclastico è formato da frammenti
di varia dimensione: polveri (<2 mm), lapilli
(2-64 mm) blocchi e bombe (64 mm). La densità
relativa varia da quella della pomice (<0.5) a
quella dei pezzi di lava solidificata.
I piroclasti sono pericolosi essenzialmente per quattro
motivi: la forza di impatto nei pressi dell'eruzione,
la possibilità di formare una coltre sopra
il terreno, la possibilità di formare sospensioni
di fini particelle nell'aria e nell'acqua, il trasporto
di gas nocivi, acidi e sali.
Gas
vulcanici
I gas vulcanici vengono rilasciati nell'atmosfera
durante un'eruzione o da sorgenti idrotermali.
Il più abbondante di questi gas è il
vapore acqueo, altri gas importanti sono l'anidride
carbonica, il monossido di carbonio, gli ossidi di
zolfo, l'idrogeno solforato, il cloro e il fluoro.
I gas vengono trasportati lontano dal cratere sotto
forma di aerosol, di composti che impregnano i piroclasti
e di microscopiche particelle. I composti dello zolfo,
il cloro e il fluoro reagiscono con l'acqua formando
sostanze acide che possono danneggiare gli occhi,
la pelle e il sistema circolatorio di uomini e animali
anche in piccolissime concentrazioni. Gli acidi possono
inoltre danneggiare la vegetazione e corrodere oggetti
metallici.
Grandi volumi di polvere ed aerosol provenienti da
eruzioni esplosive possono influenzare il clima locale
e perfino quello globale.
Tsunami
Uno tsunami è un'onda lunga o una serie
di onde generate da un improvviso spostamento di masse
d'acqua. Gli tsunami si spostano a grande velocità
e provocano danni enormi quando giungono sopra la
costa. Molti tsunami sono causati da terremoti ma
alcuni sono conseguenza di attività vulcanica.
Previsione delle eruzioni vulcaniche
Oggi, grazie a strumenti sempre più raffinati,
le eruzioni sono previste con largo anticipo
dai vulcanologi e si possono prendere misure
di precauzione e di evacuazione, riducendo
così i pericoli per la popolazione che vive
in prossimità di un vulcano.
Quando un vulcano è prossimo a passare da una
condizione di riposo ad una fase di attività,
il magma viene sospinto dalla sua camera sotterranea
verso la superficie.
Questa imminente ripresa dell'attività viene
segnalata da un insieme di cosiddetti segni
premonitori, tra i quali i più significativi
sono il sollevamento della terra causato dalla
pressione esercitata dal magma in risalita, la comparsa
di spaccature nell'edificio vulcanico, il verificarsi
di lievi terremoti e i cambiamenti nella
composizione chimica, nel flusso e nella temperatura
dei gas emessi.
Tutti questi segnali possono essere avvertiti, misurati
e registrati.
Intorno alle pendici dei vulcani vengono installate
stazioni fisse di sismografi in grado di registrare
continuamente i microterremoti.
Le deformazioni del terreno vengono misurate con particolari
strumenti chiamati geodimetri, strumenti
che sono in grado di misurare con l'approssimazione
di un millimetro per chilometro la distanza tra due
punti diversi e quindi i loro eventuali cambiamenti
di posizione.
I mareografi vengono utilizzati per
rilevare i movimenti del suolo al livello del mare,
tiltmetri per misurare le inclinazioni
della superficie, gravimetri per controllare
le variazioni dei campi di gravità.
I vulcani vengono tenuti sotto osservazione anche
attraverso satelliti artificiali. Il GPS
(Global Positioning System) è un sistema
di riferimento satellitare che consente una mappatura
su scala mondiale dei cambiamenti della crosta terrestre.
I satelliti artificiali, con sensori all'infrarosso,
rivelano anche le variazioni termiche e quindi la
presenza di colate laviche sotterranee.
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