Home page Monitoraggio Area servizi Contatti Mappa del sito

Rischi ed Emergenze

Rischi da attivita'    antropica

    Rischio chimico
    Rischio nucleare
    Rischio incendio
Rischi da attività    naturale
    Le frane
    Rischi sismici
    Rischi vulcanici
Sistema idraulico    forestale
Ingegneria    naturalistica
Area Servizi
Contatti
Agenda 21
Forum


UNA NUOVA POLITICA

PER L'AMBIENTE


Ricerca nel sito

Rischi ed Emergenze
Home > L'ambiente > Rischi ed emergenze > Rischi da attività naturale > Rischi vulcanici

RISCHI VULCANICI

Il vulcano
VulcanoIl vulcano è un'apertura della crosta terrestre attraverso la quale, dall'interno della Terra, può fuoriuscire in superficie materiale roccioso fuso (magma), unitamente a gas.
Il termine, che si applica genericamente anche alle forme del paesaggio prodotte in seguito alle eruzioni magmatiche, deriva dal nome di una delle isole Eolie: qui, secondo la mitologia latina, il dio del fuoco Vulcano aveva la sua fucina.
Vi sono vari tipi di eventi vulcanici che possono rappresentare un pericolo per la vita umana e per le cose:

  • Correnti piroclastiche;
  • Lahar;
  • Valanghe di cenere e detriti;
  • Colate di lava;
  • Caduta di frammenti piroclastici;
  • Gas vulcanici;
  • Tsunami.

Correnti piroclastiche
Le correnti piroclastiche sono formate da un miscuglio di frammenti di roccia e gas ad alta temperatura. Si muovono velocemente sotto l'azione della forza di gravità.

VulcanoIl comportamento del fluido dipende dalla concentrazione delle componenti solide nella massa dei gas.
Le correnti ad alta concentrazione sono essenzialmente non turbolente.
Le correnti a bassa concentrazione, chiamate surges, possono espandersi come uragani.

Le correnti piroclastiche sono potenzialmente altamente distruttive a causa della loro massa, dell'alta temperatura, dell'alta velocità e della grande mobilità.
L'unico modo per evitare questo rischio è quello di evacuare la zona prima che si verifichi l'eruzione.

Lahars
I lahars sono fluidi formati da acqua e parti solide di tutte le dimensioni. Le parti solide sono originate direttamente o indirettamente dall'azione del vulcano.
I lahars possono formarsi da correnti piroclastiche che scorrono sopra neve e ghiaccio. Possono avere velocità comprese tra 1 m/s e 40 m/s e possono percorrere centinaia di chilometri.

Colate di lava
Le colate di lava raramente costituiscono un pericolo per la vita delle persone ma bruciano ogni cosa lungo il loro percorso. Possono ostruire fiumi formando laghi che riempiendosi di acqua possono poi straripare allagando il territorio circostante. Si può tentare di controllare le colate di lava costruendo barriere e canali per deviarne il corso o distruggendo con esplosivo la sorgente o il fronte avanzato.

Colate di lava

Caduta di frammenti piroclastici
Il materiale piroclastico è formato da frammenti di varia dimensione: polveri (<2 mm), lapilli (2-64 mm) blocchi e bombe (64 mm). La densità relativa varia da quella della pomice (<0.5) a quella dei pezzi di lava solidificata.
I piroclasti sono pericolosi essenzialmente per quattro motivi: la forza di impatto nei pressi dell'eruzione, la possibilità di formare una coltre sopra il terreno, la possibilità di formare sospensioni di fini particelle nell'aria e nell'acqua, il trasporto di gas nocivi, acidi e sali.

Gas vulcanici
I gas vulcanici vengono rilasciati nell'atmosfera durante un'eruzione o da sorgenti idrotermali. Il più abbondante di questi gas è il vapore acqueo, altri gas importanti sono l'anidride carbonica, il monossido di carbonio, gli ossidi di zolfo, l'idrogeno solforato, il cloro e il fluoro.

Gas vulcanici I gas vengono trasportati lontano dal cratere sotto forma di aerosol, di composti che impregnano i piroclasti e di microscopiche particelle. I composti dello zolfo, il cloro e il fluoro reagiscono con l'acqua formando sostanze acide che possono danneggiare gli occhi, la pelle e il sistema circolatorio di uomini e animali anche in piccolissime concentrazioni. Gli acidi possono inoltre danneggiare la vegetazione e corrodere oggetti metallici.
Grandi volumi di polvere ed aerosol provenienti da eruzioni esplosive possono influenzare il clima locale e perfino quello globale.

Tsunami
Uno tsunami è un'onda lunga o una serie di onde generate da un improvviso spostamento di masse d'acqua. Gli tsunami si spostano a grande velocità e provocano danni enormi quando giungono sopra la costa. Molti tsunami sono causati da terremoti ma alcuni sono conseguenza di attività vulcanica.


Previsione delle eruzioni vulcaniche
Oggi, grazie a strumenti sempre più raffinati, le eruzioni sono previste con largo anticipo dai vulcanologi e si possono prendere misure di precauzione e di evacuazione, riducendo così i pericoli per la popolazione che vive in prossimità di un vulcano.
Quando un vulcano è prossimo a passare da una condizione di riposo ad una fase di attività, il magma viene sospinto dalla sua camera sotterranea verso la superficie.
Questa imminente ripresa dell'attività viene segnalata da un insieme di cosiddetti segni premonitori, tra i quali i più significativi sono il sollevamento della terra causato dalla pressione esercitata dal magma in risalita, la comparsa di spaccature nell'edificio vulcanico, il verificarsi di lievi terremoti e i cambiamenti nella composizione chimica, nel flusso e nella temperatura dei gas emessi.

Tutti questi segnali possono essere avvertiti, misurati e registrati.
Intorno alle pendici dei vulcani vengono installate stazioni fisse di sismografi in grado di registrare continuamente i microterremoti.
Le deformazioni del terreno vengono misurate con particolari strumenti chiamati geodimetri, strumenti che sono in grado di misurare con l'approssimazione di un millimetro per chilometro la distanza tra due punti diversi e quindi i loro eventuali cambiamenti di posizione.
I mareografi vengono utilizzati per rilevare i movimenti del suolo al livello del mare, tiltmetri per misurare le inclinazioni della superficie, gravimetri per controllare le variazioni dei campi di gravità.

I vulcani vengono tenuti sotto osservazione anche attraverso satelliti artificiali. Il GPS (Global Positioning System) è un sistema di riferimento satellitare che consente una mappatura su scala mondiale dei cambiamenti della crosta terrestre. I satelliti artificiali, con sensori all'infrarosso, rivelano anche le variazioni termiche e quindi la presenza di colate laviche sotterranee.

.: Progetto di sistema FSE ob.3 Mis. C1 2001 ID 19563 :.
Progetto cofinanaziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lombardia