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Il
suono, detto comunemente rumore quando provoca una
sensazione uditiva sgradevole, è una perturbazione
meccanica che si propaga in un mezzo elastico, sia
esso solido, liquido o gassoso, tale da eccitare il
senso dell'udito umano.
Il suono più elementare, detto tono puro, è
costituito da un alternarsi ciclico di pressioni e
depressioni dell'aria .
Il numero di cicli per secondo definisce la frequenza
del suono espressa in Hertz (Hz). Tuttavia, raramente
ciò che udiamo è un suono puro, vale
a dire caratterizzato da un'unica frequenza; più
generalmente ci troviamo in presenza di suoni complessi,
in cui sono cioè presenti diverse frequenze.
Mediante analisi matematica (analisi di Fourier),
qualsiasi suono complesso può essere scomposto
in un numero finito o infinito di suoni puri (onde
sinusoidali).
Di ampia utilizzazione pratica è la rappresentazione
grafica attraverso uno spettro delle diverse frequenze
che compongono l'evento sonoro.
Potenza e pressione sonora
Una sorgente sonora è caratterizzata da una
potenza acustica W che definisce l'energia acustica
irradiata nell'unità di tempo.
Il suono in un certo punto viene invece valutato attraverso
la misurazione della pressione sonora p, che
dipende, oltre che dalla potenza acustica irradiata
dalla sorgente sonora e dalla distanza della sorgente
dal punto considerato, anche dalle diverse condizioni
ambientali e di propagazione.
Il decibel
Poiché il campo di percezione dell'udito umano
è molto esteso e l'orecchio umano non valuta
il suono in modo direttamente proporzionale alla pressione
sonora, si è introdotta una scala logaritmica
per la misura di un segnale acustico, e il risultato
di tale elaborazione viene espresso in decibel (dB).
Il decibel è definito come 10 volte il logaritmo
in base 10 del rapporto tra due quantità.
Il valore zero di questa scala deve essere definito
convenzionalmente, fissando un valore di riferimento
cui rapportare i valori delle grandezze in esame (pressione,
potenza).
Sensibilità dell'orecchio umano: le isofone
L'orecchio umano è sensibile a suoni che hanno
una frequenza compresa tra circa 20 Hz e I6.000 Hz.
Suoni con frequenze inferiori a 20 Hz (infrasuoni)
e con frequenza superiore a I6.000 (ultrasuoni), pur
non essendo rilevabili dall'orecchio umano, possono
provocare sensazioni fisiologiche attraverso altri
organi.
I limiti indicati hanno valore statistico, per cui
possono variare da individuo a individuo, e anche
con l'età.
L'orecchio umano presenta inoltre una diversa sensibilità
alle diverse frequenze: due suoni di uguale pressione
sonora, ma di diversa composizione in frequenza, possono
provocare una diversa sensazione uditiva.
A parità di pressione sonora, la massima sensazione
uditiva si ha per suoni con una frequenza di circa
4.000 Hz, che risultano quindi più fastidiosi.
Lo strumento base per la misura oggettiva del suono
è il fonometro.
Molto schematicamente, il fonometro è composto
da un microfono, che trasforma le variazioni di pressione
sonora in segnali elettrici variabili e da un calcolatore
che elabora il segnale ricevuto e lo invia a uno strumento
di lettura.
Il microfono traduce fedelmente le variazioni di pressione
sonora, presentando la stessa sensibilità indipendentemente
dalla frequenza del suono.
Per tenere conto, nella misura del rumore, dell'andamento
della sensibilità dell'orecchio umano in funzione
della frequenza, nei circuiti elettrici del fonometro
vengono introdotte delle curve di ponderazione.
Livello sonoro equivalente
Finora abbiamo considerato il suono da misurare indipendentemente
dal suo andamento nel tempo, come se si trattasse
di una grandezza costante al variare del tempo e dell'istante
di misura.
In pratica però i suoni costanti sono piuttosto
eccezionali: si va in genere da suoni quasi stazionari,
caratterizzati da variazioni di livello contenute
nel tempo, a suoni impulsivi, caratterizzati da vari;
notevoli in tempi molto brevi, attraverso suoni fluttuanti
in vario modo.
Di fronte a una diffusa presenza di rumori con livello
variabile nel tempo, la maggioranza delle norme prescrivono,
per la valutazione degli effetti del rumore sull'uomo,
il ricorso al cosiddetto livello sonoro equivalente,
che si definisce come il livello sonoro costante corrispondente
a un livello sonoro variabile durante un intervallo
definito di tempo T.
Il livello sonoro equivalente può essere oggi
acquisito direttamente mediante un fonometro integratore.
Stabilito l'intervallo di tempo considerato significativo,
questo tipo di fonometro effettua infatti, per l'intervallo
prescelto, una misura dell'energia sonora corrispondente
alla pressione sonora rilevata dal microfono rapportandola
tempo della misura.
Analisi di frequenza
Sia la misura effettuata mediante inserimento della
curva di ponderazione, sia la misura effettuata senza
ponderazione e cioè "in lineare",
non forniscono spesso sufficienti informazioni sul
segnale raccolto.
Un'analisi più dettagliata si può ottenere
suddividendo il campo delle frequenze in bande più
o meno larghe, esaminando successivamente i livelli
di pressione sonora in ognuna di queste.
La suddivisione del campo di frequenze può
essere effettuata mediante bande di larghezza costante,
oppure con bande di larghezza percentuale costante:
quest'ultima suddivisione è la più frequente,
e in essa rientrano le bande per ottava e le bande
per terzi di ottava.
L'ottava è l'intervallo tra due suoni puri
le cui frequenze stanno nel rapporto di 2 a 1.
Per ciascuna banda è individuata una frequenza
nominale il cui valore è la media geometrica
delle due frequenze che delimitano la banda.
Così, ad esempio, analizzare un suono nella
banda d'ottava centrata sui 500 Hz significa, analizzare
il suono nell'intervallo tra circa 350 e circa 700
Hz.
Sono state normalizzate le seguenti frequenze nominali
espresse in Hz: 3I,5, 63, I25, 250, 500, 1000, 2000,
4000, 8000.
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