Se
bruciato all'aria, si combina con l'ossigeno formando biossido
di zolfo, SO2, un gas pesante, incolore, dal caratteristico
odore soffocante.
Il diossido di zolfo viene liberato nell'atmosfera durante la
combustione di combustibili fossili, come il gas naturale, il
petrolio e il carbone, e costituisce uno dei più pericolosi
inquinanti. La concentrazione di biossido di zolfo nell'aria
può variare da 0,01 a molte parti per milione, ed è
responsabile dell'invecchiamento di palazzi e monumenti, del
fenomeno delle piogge acide e dell'insorgere di varie malattie
umane.
Le emissioni di SO2 mostrano una tendenza in diminuzione negli
ultimi anni, dal 1980 al 1997. Il macrosettore che più
contribuisce alle emissioni è quello energetico e delle
industrie di trasformazione mentre gli impianti non industriali
di combustione ne emettono ormai una piccola parte, segno della
conversione del riscaldamento domestico da olio combustibile
a metano.
Nella figura sono indicate le emissioni, la loro tendenza e
la distanza dagli obiettivi di riduzione. Nel 1993 era decisamente
rispettato il limite imposto dal Protocollo di Helsinki; gli
obiettivi 2000 e 2005 sono previsti dal protocollo di Oslo,
il primo è stato raggiunto e il secondo dovrebbe essere
raggiunto senza difficoltà.

|