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Nella
terminologia tecnica è usuale distinguere il
rumore emesso, inteso come rumore generato
da una o più sorgenti specifiche e valutato
attraverso il livello di potenza sonora o il livello
di pressione sonora in prossimità della sorgente
o delle sorgenti, dal rumore immesso, riferito
invece all'area dove il rumore manifesta i suoi effetti,
e valutato in termini di livello di pressione sonora
o di altri indici descrittori del disturbo.
In ambiente aperto, il livello di pressione sonora
determinato da una sorgente in un punto dipende da
una serie di fattori, ben noti ma non sempre di facile
quantificazione.
Parametri
che incidono sul rumore immesso
Si tratta, più precisamente, dei seguenti fattori:
1. livello di potenza sonora della sorgente:
la potenza può essere valutata con prove di
laboratorio o con prove effettuate in loco: in entrambi
i casi, il livello di potenza viene calcolato a partire
da una serie di misure di livello di pressione effettuate
in prossimità della sorgente, secondo procedure
normalizzate.
In alternativa può essere impiegata la tecnica
intensimetrica, basata sulla misura dell'intensità
sonora, che è la potenza sonora transitata
nel punto di misura per unità di superficie;
2.
direttività della sorgente, cioè
la modalità di distribuzione della potenza
sonora nello spazio circostante la sorgente. Molte
delle procedure normalizzate di valutazione del livello
di potenza consentono di ricavare informazioni anche
sulla direttività della sorgente.
In generale, sorgenti sonore anche molto direttive,
come ad esempio lo sbocco di un camino, sono tali
solo alle alte frequenze e tendono invece a rivolgersi
verso tutte le direzioni alle basse frequenze;
3.
distanza tra sorgente e ricevitore: nei casi
più elementari è possibile formulare
semplicemente la correlazione tra livello di pressione
sonora e livello di potenza in funzione della distanza.
In pratica, però, si ricorre spesso alla rappresentazione
di sorgenti sonore di geometria complessa mediante
un insieme di sorgenti elementari;
4.
condizioni meteoclimatiche: la propagazione
acustica subisce delle variazioni in relazione alla
temperatura e all'umidità dell'ambiente, per
lo più dipendenti dalla frequenza. Un ruolo
ancora maggiore è rivestito dalle variazioni
di temperatura e di velocità del vento.
Queste variazioni possono determinare "incurvamenti"
delle onde acustiche in grado di modificare di diversi
decibel l'attenuazione sonora calcolata in loro assenza;
5.
caratteristiche del terreno: le onde sonore riflesse
dal terreno interagiscono con le onde sonore dirette
determinando fenomeni di interferenza. Questi fenomeni
causano incrementi di livello sonoro a determinate
frequenze, e attenuazioni ad altre frequenze.
Queste variazioni di livello sonoro, legate alla geometria
del sito e alle caratteristiche di assorbimento acustico
del terreno, sono generalmente più pronunciate
alle medie frequenze (250-1000 Hz);
6.
vegetazione: è noto che l'interposizione
fra sorgente e ricevitore di filari di alberi introduce
una limitazione della propagazione del rumore. Questo
effetto è spesso sopravvalutato, in quanto
assume valori significativi solo se la piantumazione
si estende per una profondità di diverse decine
di metri e ha caratteristiche idonee all'attenuazione
sonora.
Pur mancando omogeneità tra i dati scientifici
disponibili, si può ritenere che il beneficio
sia dipendente dall'assorbimento del terreno di piantumazione,
dalla diffusione dei tronchi e dall'assorbimento fogliare
(particolarmente rilevante, quest'ultimo, alle alte
frequenze).
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