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In
natura esiste un elettromagnetismo di fondo generato
dalla Terra e dalla sua atmosfera che, nel corso dell'evoluzione,
ha consentito lo sviluppo degli organismi viventi
coesistendo con tutti i sistemi biologici. Altra forma
di energia elettromagnetica, fondamentale a tutte
le forme di vita, è la luce solare.
Oltre all'elettromagnetismo naturale si è aggiunto,
al passo con l'evoluzione della tecnologia, l'elettromagnetismo
delle sorgenti legate alle attività dell'uomo.
Le emissioni a cui siamo maggiormente esposti sono
presenti all'interno delle nostre case, generate dagli
elettrodomestici da cui siamo circondati e che utilizziamo
quotidianamente come la lavatrice, la lavastoviglie,
l'aspirapolvere, la televisione, l'asciuga capelli,
il rasoio elettrico, il telefonino, ecc.
L' inquinamento elettromagnetico o elettrosmog è
quindi una forma di inquinamento dovuta alla presenza
indesiderata di radiazioni elettromagnetiche nell'ambiente,
prodotte da elettrodotti, dispositivi elettronici
e impianti radiotrasmettitori. Da tempo era diffuso
il sospetto che anche le radiazioni elettromagnetiche
non ionizzanti potessero, in modo e misura non ancora
ben determinati, influire negativamente sui sistemi
viventi; l'attenzione a questa particolare forma di
inquinamento, tuttavia, è cresciuta solo di
recente, da quando lo sviluppo tecnologico delle telecomunicazioni
ha portato il fenomeno a livelli non più trascurabili.
A partire dagli anni Ottanta sono nate numerose organizzazioni
che, a vario titolo, si adoperano per incoraggiare
la ricerca scientifica e stabilire la fondatezza o
meno del problema "inquinamento elettromagnetico".
In particolare, nel 1996 è stato istituito
l'International EMF Project (International ElectroMagnetic
Field Project), l'ente che si occupa di elettrosmog
a livello internazionale, per conto dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità. In Italia, l'attenzione
all'inquinamento elettromagnetico è stata tradotta
in legge nel febbraio 2001; la norma approvata dalle
Camere impone misure piuttosto restrittive in materia,
in accordo con le raccomandazioni della Comunità
Europea.
FREQUENZE ELETTROMAGNETICHE POTENZIALMENTE
DANNOSE
Lo
spettro elettromagnetico (em) comprende numerose componenti,
con caratteristiche anche molto diverse a seconda
della frequenza d'onda, variabile da 0 a 300 GHz (1
GHz = 1 milardo di Hz); si va dalle onde a radiofrequenza,
su cui si basano le telecomunicazioni, alle radiazioni
X e gamma, estremamente penetranti e dotate di potere
ionizzante, passando attraverso le microonde, gli
infrarossi, il visibile e gli ultravioletti.
Le componenti dello spettro a cui si allude quando
si parla di inquinamento elettromagnetico sono quelle
classificate ELF (Extremely low frequency) e RF (Radio
Frequency); le prime sono le onde di frequenza inferiore
a 300 Hz, come quelle dei campi generati dalle linee
di trasmissione dell'energia elettrica (in Europa
le linee dell'alta tensione hanno una frequenza di
50 Hz, in America di 60Hz); le seconde sono onde di
frequenza compresa tra 10 MHz e 300 GHz, vale a dire
quelle associate ai campi generati da telefoni mobili,
radar, trasmettitori per telecomunicazioni e forni
a microonde.
EFFETTI SUI SISTEMI VIVENTI
Le onde dei due intervalli di frequenze specificati
hanno effetti diversi sui sistemi viventi. Per il
primo - quello delle basse frequenze, ELF - sono stati
compiuti studi scientifici che permettono di fare
considerazioni piuttosto precise a riguardo; per il
secondo, delle RF, mancano risultati scientifici attendibili.
Gli studi condotti sugli effetti prodotti dalle onde
a basse frequenze (ELF) sugli organismi viventi sono
sia di carattere epidemiologico che di laboratorio.
I risultati, riconosciuti anche dall'Istituto superiore
di sanità, sembrerebbero confermare il sospetto
che esista una qualche correlazione tra la vicinanza
a sorgenti di onde elettromagnetiche a bassa frequenza
e l'insorgenza di alcune forme di tumore, come la
leucemia infantile. Per quanto riguarda i risultati
degli studi di laboratorio, inoltre, sembrerebbe che
tali radiazioni, somministrate a un'intensità
di almeno 1 decimo di microtesla (0,1 mT), condizionino
le funzioni delle cellule e favoriscano la proliferazione
cellulare.
Per quanto riguarda le radiofrequenze, la situazione
è meno chiara: non si conoscono gli effetti
di un'esposizione prolungata. Va comunque operata
una distinzione tra le due principali sorgenti di
onde a radiofrequenza: gli impianti per la telefonia
cellulare e quelli per la diffusione radiofonica.
I primi sono antenne altamente direzionali e a bassa
potenza; per quanto siano molto numerosi sul territorio,
sembrano incidere poco sul fondo naturalmente presente
nell'ambiente. I secondi, invece, irradiano con potenze
di gran lunga maggiori (dell'ordine delle centinaia
di kiloWatt) e potrebbero risultare più dannose.
Quanto ai telefoni cellulari, sembra che le loro emissioni
producano un riscaldamento dei tessuti biologici,
che a lungo andare potrebbe risultare nocivo.
NORMATIVE
In Italia, il 14 febbraio 2001 è entrata in
vigore la legge sull'elettrosmog. In accordo con le
normative della Comunità Europea del 1999,
la legge conferma i limiti di intensità indicati
nel precedente decreto ministeriale (n.381/98) e riporta
la mappa dei siti non a norma distribuiti sul suolo
nazionale. Tali limiti sono, per i campi di bassa
frequenza (ELF, 50 Hz), di 5 KV/m per il campo elettrico
e di 0,1 mT per il campo magnetico; in termini di
distanza dalle fonti emissive, la legge raccomanda
che non vengano costruiti edifici abitativi a meno
di 10 m da linee con potenza inferiore a 150 KV, a
meno di 18 m da linee a 220 KV e a meno di 28 m da
linee a 380 KV.
Per quanto riguarda le alte frequenze (RF), per le
quali non si conoscono ancora con certezza gli effetti
sulla salute, sono stati fissati dei limiti a scopo
cautelativo: per le onde di frequenza comprese tra
0,1 e 3 MHz, un'intensità di 60 V/m (volt/metro)
per il campo elettrico e di 0,2 A/m (ampere/metro)
per il campo magnetico; di 20 V/m e 0,05 A/m per le
frequenze comprese tra 3 e 3000 MHz e, infine, di
40 V/m e 0,1 A/m per le frequenze comprese tra 3 e
300 GHz.
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