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ARIA - I grandi inquinanti dell'aria
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I GRANDI INQUINANTI DELL'ARIA

Ossidi di zolfo: L'apporto dei processi di combustione sia di natura industriale, sia provenienti dal riscaldamento domestico rappresenta oltre il 90% delle emissioni di questa fonte inquinante. Va comunque segnalata la tendenza ormai consolidata verso una costante diminuzione delle quantità emesse, da imputare a una maggior penetrazione dei metano negli usi civili e a un maggior ricorso a gasolio e oliocombustibile a minor contenuto di zolfo.
Ossidi di azoto: Nell'arco dei cinque anni considerati, le emissioni aumentano del 22%. I contributi più rilevanti provengono dai settori dei trasporti e dalla combustione per la produzione di elettricità e per il riscaldamento domestico.
Particelle sospese totali: Si registra un forte aumento delle emissioni.
Da notare il notevole incremento delle emissioni provenienti dal settore dei trasporti, in particolare dai processi di combustione dei motori diesel.
Monossido di carbonio: I trasporti rappresentano in assoluto la fonte più importante di emissione di Monossido di carbonio. L'avvio di un processo di lenta diminuzione delle emissioni è da attribuire sostanzialmente a un più deciso rinnovamento del parco autoveicolare.
Composti organici volatili: I contributi maggiori derivano dal settore dei trasporti e da processi produttivi che impiegano solventi.

I valori delle emissioni convogliate
Le emissioni convogliate sono caratterizzate da valori che riguardano tre parametri:
la concentrazione dell'inquinante nell'effluente, espressa dal rapporto tra la massa dell'inquinante e il volume dell'effluente normalmente in milligrammi al metro cubo (Mg/M3)
il flusso di massa rappresentato dalla massa di inquinante emessa nell'unità di tempo (ad esempio grammi in un'ora, g/h);
il fattore di emissione, che rappresenta il rapporto tra la massa dell'inquinante emesso e una quantità specifica di prodotto fabbricato (ad esempio chilogrammi di inquinante per tonnellate di prodotto fabbricato kg/t).

La concentrazione è la grandezza più comunemente utilizzata nella definizione dei limiti di emissione ed è spesso associata a un particolare valore di flusso di massa sopra o sotto il quale si possono avere valori diversi nei limiti.
Il fattore di emissione non è praticamente utilizzato dal Dm 12 luglio 1990. L'introduzione nella normativa di questo fattore richiede una valutazione dei diversi cicli produttivi con un'analisi delle migliori tecnologie disponibili .Tuttavia molto utile per coloro che gestiscono il ciclo produttivo, in quanto si può ottenere in questo modo un valore di comparazione tra le diverse condizioni di marcia dell'impianto, giungendo quindi più facilmente a ottimizzare l'emissione.
Per le emissioni non convogliate si può fare riferimento alla concentrazione dell'inquinante in un dato volume di aria, misurato in determinate posizioni rispetto alla zona dalla quale si genera l'emissione stessa.

.: Progetto di sistema FSE ob.3 Mis. C1 2001 ID 19563 :.
Progetto cofinanaziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lombardia