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Il
campionamento di un'emissione gassosa consiste nel
prelevarne un dato volume e nell'analizzarne la composizione;
il prelievo può avvenire in modo sia discontinuo
sia continuo.
Analisi
continue e discontinue
Per rendere possibile la determinazione dell'inquinante,
il volume di gas prelevato deve essere tale da consentire
l'analisi. Pertanto anche un prelievo discontinuo
ha una certa durata e rappresenta la media delle concentrazioni
di inquinante nel tempo impiegato per la captazione.
Misure più rappresentative si possono ottenere
con i metodi continui di analisi, che tuttavia richiedono
sistemi molto complessi e pertanto si applicano solo
a particolari tipi di emissioni.
Poiché si è in presenza di gas, durante
il campionamento è indispensabile la determinazione
della pressione e della temperatura per poter riportare
il volume prelevato alle condizioni normali: temperatura
= 0° C; pressione = 0,1013 Mpa G'atmosfera).
Durante il campionamento, avviene normalmente la separazione
dell'inquinante in esame dal flusso degli altri gas
presenti, come aria, vapore e altri, e la sua concentrazione
su un filtro, su un materiale adsorbente o in una
soluzione contenente un particolare reagente.
Successivamente, su questa frazione concentrata si
esegue la determinazione quantitativa dell'inquinante
e, rapportandola al volume di emissione prelevato
e
riportato nelle condizioni normali, si calcola la
concentrazione che viene confrontata con i limiti
di concentrazione fissati dalle norme.
1 valori analitici che si ottengono dipendono, nella
maggioranza dei casi, dalle modalità con le
quali si eseguono i campionamenti, dalla natura dei
mezzi di assorbimento e dalle procedure analitiche
che possono avere intervalli diversi di sensibilità
e di precisione.
Per questi motivi, è indispensabile che le
normative riguardanti il controllo delle emissioni,
oltre a fissare i limiti per i diversi inquinanti,
provvedano anche a indicare le modalità di
campionamento, i metodi di analisi e i criteri di
valutazione.
Aggiornare
i criteri
Per quanto riguarda i metodi di campionamento e di
analisi, questi dovrebbero essere continuamente aggiornati
per seguire l'evoluzione della tecnologia. Il Dpr
n. 203 del 1988 riporta in dettaglio i metodi di prelievo
e di analisi degli inquinanti dell'aria, anidride
solforosa, ossido di azoto. Il Dm 12 luglio 1990 fa
riferimento a una serie di norme pubblicate da Unichim,
che tuttavia non coprono tutte le situazioni e tutti
gli inquinanti che si possono incontrare.
E' quindi opportuno, quando si esegue una determinazione
su un'emissione, indicare i metodi di campionamento
e di analisi adottati in modo da conferire significatività
al valore numerico individuato. La composizione di
un'emissione può variare nel tempo e pertanto
è possibile ottenere valori analitici diversi
a seconda dei periodi di analisi.
Nel caso di rilevamenti con metodi discontinui, che
sono generalmente utilizzati nella maggior parte degli
impianti, il Dm 30 luglio 1990 stabilisce che si considera
il valore medio dei rilevamenti effettuati secondo
le indicazioni del manuale Unichim 158/88.
Per misure in continuo, come nel caso di raffinerie
e di grandi impianti di combustione, vengono indicati
metodi prevalentemente fisici in grado di dare valori
puntuali. In questi casi, si considera il valore medio
dei rilevamenti effettuati nelle 24 ore con singoli
valori di concentrazione oraria che non superino il
125% del limite.
La composizione di un'emissione, nella quale in genere
sono presenti uno o più inquinanti dispersi
in una massa d'aria, dipende dalle condizioni di marcia
dell'impianto e dalla quantità di aria convogliata
insieme all'inquinante.
Attenti
alle diluizioni
L'articolo 3 del Dm 12 luglio 1990 prescrive che "i
valori limite di emissione espressi in concentrazione
si riferiscono alla quantità di effluente gassoso
non diluito più di quanto sia inevitabile dal
punto di vista tecnico e dell'esercizio". Quando
nel camino, nel quale si esegue la misura, venga convogliato
un altro flusso gassoso che possa agire da diluente,
le concentrazioni rilevate devono essere corrette
per tenere conto di questa diluizione.
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