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Aree protette - Parco delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo
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PARCO INCISIONI RUPESTRI DI CETO, CIMBERGO, PASPARDO

Incisione rupestreLa Riserva Regionale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo, istituita nel 1983 ed attualmente gestita dall'Associazione "AMICI dei CAMUNI", che vi opera fornendo servizi di promozione turistica, tutela e mantenimento del patrimonio archeo-ambientale, nonchè di accompagnamento di singoli o gruppi di visitatori nell'intera Riserva.
Il punto di accesso all'area delle incisioni rupestri, è posto a Nadro, dove ha sede il Museo archeologico con sale espositive e laboratori di archeologia sperimentale, come parte introduttiva alla visita.
Uscendo dal Museo si imbocca la strada medioevale che anticamente congiungeva il Borgo con altri insediamenti pedemontani e si giunge all'ingresso del Parco a "Foppe di Nadro" dove, ricostruito in tempi recenti, si può visitare il villaggio di capanne dell'età del ferro, a grandezza reale.
Quest'antica via corre su un precedente sentiero preistorico e con ogni probabilità sul tracciato della "via valeriana" di epoca romana. L'ambiente circostante reca i segni evidenti della presenza millenaria dell'uomo: resti di terrazzamenti, mura megalitiche, forse anche un castelliere preistorico.
La potente colata del ghiacciaio Camuno che durante il periodo Pleistocenico occupava l'attuale Valle Camonica, lasciò al suo ritiro molteplici testimonianze della sua azione geomorfologica. Oltre alla profonda incisione della valle, l'esarazione del ghiacciaio levigò le pareti rocciose laterali e del fondo, lasciandole a volte lisce come lavagne.
Al ritiro dei ghiacciai pleistocenici, si ebbe nella valle un graduale miglioramento del clima. Man mano la valle venne occupata dalla vegetazione e dalla fauna.
I versanti diventarono meno impervi per l'instaurarsi di piante d'alto fusto come pini e betulle; il fondovalle paludoso ospitò una ricca fauna tra cui l'alce.
L'ambiente diversificato era ideale per l'uomo preistorico, cacciatore e raccoglitore.
È infatti databile intorno a 10.000 anni fa, la prima testimonianza della presenza dell'uomo nella valle.
A non molte migliaia d'anni dal ritiro dei ghiacciai, seguì, dunque, una migrazione di genti che si insediò nella valle.
Fino a qualche anno fa si riteneva che queste genti provenissero dalla Liguria, ma nuovi studi hanno dimostrato che, essendo l'insediamento umano in Valcamonica avvenuto prima dell'età del Ferro, è poco probabile la provenienza Ligure dei primi Camuni.
I Camuni dunque trovarono nelle rocce montonate così ben levigate dai ghiacciai, ottime lavagne su cui rappresentare i momenti salienti della propria vita sociale.
L'arte rupestre preistorica è una testimonianza unica che racconta la vita dell'uomo primitivo e per questo anche l'UNESCO l'ha riconosciuta recentemente come "patrimonio culturale mondiale dell'umanità".
Le incisioni rupestri della Valle Camonica, unicamente a quelle ritrovate in Valtellina e nell'Alto Sebino rappresentano con più di 180.000 istoriazioni il complesso più vasto in tutta l'Europa.
La scoperta di questo patrimonio non è molto antica e risale ai primi decenni di questo secolo, quando in una pubblicazione scientifica, Gualtiero Laeng, bresciano, rivelava l'esistenza di una roccia incisa, "la preda dei pitoti" (cioè pietra dei burattini, come la chiamavano gli abitanti di Cemmo che già da tempo l'avevano scoperta).
Da allora moltre altre vennero messe alla luce dopo che le sedimentazioni di terra e il muschio di millenni le avevano tenute nascoste.

Dati geografici
Provincia: Brescia
Comuni: Ceto, Cimbergo, Paspardo
Comunità montana: Valle Camonica
Superficie in ha: 290
Altitudine in metri: 420-1000

.: Progetto di sistema FSE ob.3 Mis. C1 2001 ID 19563 :.
Progetto cofinanaziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lombardia