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FIUME
DEZZO
| DESCRIZIONE: |
Il
fiume Dezzo sorge a 1508m s.l.m. in Comune di Schilpario
e sfocia nel fiume Oglio a Darfo Boario Terme.
La larghezza del corso è compresa tra 5-25m e la profondità
media, escluse le buche, è di 0.50m, lo scorrimento dell'acqua
di tipo rapido.
Il fiume scorre in un alveo naturale il cui substrato è caratterizzato
da alluvioni post-glaciali recenti, prevalentemente ghiaiose, e
da morene fresche miste a detriti di falda, fino alla località
Dezzo di Scalve.
Qui si incunea in una valle, tra rapidissime rive a strapiombo tipo
canyon, costituite da Dolomia grigio-biancastra.
A monte della località Dezzo di Scalve , le rive sono costituite
da fustaie miste tipo abete e larice, con sottobosco di faggio,
nocciolo, betulla e fasce di prati pascoli.
A valle della suddetta località non esiste pressoché
vegetazione in quanto, incanalandosi nel canyon , oltre a sporadici
tratti, predomina la nuda roccia.
Il fiume subisce molte derivazioni a scopo idroelettrico, principalmente
nel comune di Schilpario, a Dezzo di Scalve ed Angolo Terme dove
da qui in poi viene canalizzato e fatto passare sotto il comune
di Darfo, per poi ritrovarlo per pochi metri prima che confluisca
nell'Oglio.
Le derivazioni idriche, oltre i tratti immediatamente dopo, non
variano comunque sensibilmente la portata, che rimane perenne per
tutto l'anno.
L'acqua è molto limpida e abbastanza pulita anche se ci sono
i soliti rifiuti fognari di origine urbana, che comunque non sono
in grado di influire sulla popolazione ittica.
L'ossigeno disciolto è abbondante, infatti spesso raggiunge
valori prossimi alla saturazione, questo è possibile grazie
alla elevata velocità dell'acqua e dalla scabrosità
delle rive che permettono un ottimo scambio con l'atmosfera.
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| IL
FIUME: |
Il
fiume è bellissimo, con stupendi paesaggi e ambienti.
Si ha un susseguirsi continuo di grandi buche, canyon e cascate
che rendono il corso d'acqua molto particolare.Il fiume Dezzo va
diviso in tre tronconi:
-
La parte più a monte, dalla sorgente fino a Dezzo di Scalve,
è prevalentemente di tipo torrentizio, con grossi massi,
fondo sassoso, salti, cascate e veloci correnti.
Questo ambiente è stupendo per la pesca al tocco; un consiglio,
se la portata d'acqua lo permette, utilizzate una montatura con
il pallettone che vi permetta di sondare bene in ogni punto cercando
sotto i sassi o ai lati delle correnti più impetuose alla
ricerca delle sospettose selvatiche.
Funziona ottimamente anche una bella corona, meglio se piuttosto
"pesante".
Come esca un bel verme o un pesciolino (in primavera ed autunno),
le camole sono meglio in presenza di acqua chiara (estate).
- Nella
parte a metà, da Dezzo di Scalve alla diga situata in fondo
al canyon, il fiume si presenta sotto forma di grosse e profonde
buche in un continuo susseguirsi.
Qui la pesca al tocco non è la tecnica migliore, tra queste
buche a media corrente, dall'acqua sempre trasparente con trote
sospettosissime, il metodo migliore è sicuramente la mosca
o la passata con il galleggiante; se si vuole comunque tentare
con il tocco è meglio munirsi di una leggerissima corona,
finale del 0,12 e amo del n.8-12.
Pescate prevalentemente a passata naturale cercando di essere
il più "morbidi" possibile, senza strappi
o cose anomale che non farebbero altro che spaventare le sospettose
trote. Oppure provate con una media torpilles nei tratti più
profondi e a maggiore corrente trattenendo leggermente la lenza.
Come esche utilizzate dei portasassi raccolti sul posto, oppure
delle camole innescate singole. Importantissimo, ai fini dell'intera
giornata, non farsi vedere cercando di stare sempre il più
lontano possibile dal punto di pesca nascondendosi dietro ai grossi
massi.
- Infine
c'è l'ultimo tratto in cui il fiume esce dal canyon, per
chilometri lo troviamo asciutto, fino ad Angolo Terme dove finalmente
si ha lo sbocco del canale della centrale idroelettrica in cui
il corso riacquista la sua portata naturale, ma solo per qualche
chilometro perché subito l'acqua viene rincanalata per
poi ritrovarla dove sfocia nell'Oglio.
Questo tratto quindi è molto corto, torna di carattere
torrentizio con salti, cascate e qualche buca di modesta dimensione.
Dato che qui si svolgono molte gare, essendo campogara fisso è
bene tentare le trote di semina con un pallettone o spirale, innescando
un verme o un pesciolino in modo che girino.
L'azione di pesca non dovrà più essere lenta a passata,
ma veloce con
strappetti, lanci e trattenute che stimolino la trota ad attaccare.
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SPECIE
ITTICHE: |
Le
specie ittiche presenti sono la trota Fario, la trota Iridea e il
Salmerino di Fonte. La Fario che è abbondante sull'intero
corso, viene spesso seminata con avannotti o trotelle sui 6-9cm
e si integra facilmente infatti possiamo trovarne anche di grosse;
ne sono presenti anche di selvatiche.
L'Iridea è meno diffusa, si trova soprattutto a causa delle
gare che spesso vengono svolte, qualche volta viene seminata, in
particolare prima dell'apertura per "accontentare" i pescatori.
Il Salmerino di Fonte lo possiamo trovare nelle località
in cui è stato introdotto con semine di materiale di allevamento,
la sua presenza è comunque sporadica, al contrario, ci si
può imbattere nel Salmerino Alpino selvatico, anche di buona
taglia.
La pressione piscatoria è molto forte con la presenza di
un campo gara fisso nel comune di Angolo Terme.
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FIUMI E TORRENTI
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