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ACQUA - Fiume Oglio
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FIUME OGLIO

Torrente FrigidolfoIl Fiume Oglio con i suoi 280 km, è l'asse fluviale principale del bacino idrografico omonimo, il quale occupa una superficie di 6649 Km2 e coincide per buona parte con la Valle Camonica.
Nasce infatti da due separate sorgenti poste a circa 2600 m di quota , sui versanti meridionale e occidentale del Corno dei Tre Signori (Alpi Orobiche), che rappresenta il punto di convergenza di tre bacini idrografici: il bacino dell'Adda, quello del Noce e quello appunto dell'Oglio che scende in Val Camonica.
I due torrenti che scaturiscono da queste sorgenti e che si ingrossano lungo la Val delle Messi e la Val di Viso, sono il Narcanello (proveniente dal ghiacciaio della Presena) e il Frigidolfo (che giunge dai Laghetti di Ercavallo, nel Parco dello Stelvio).
Essi confluiscono poi presso Pezzo di Ponte di Legno a costituire l'Oglio vero e proprio, il quale scende percorrendo, bagnando i centri di Edolo, Breno, e Boario Terme.
Il corso superiore del fiume è già stato segnalato, nella L.R. 30 Novembre '83, come "area di rilevanza ambientale" e fatto oggetto di un interessante studio
depositato presso la Provincia di Brescia.

Tra Lovere e Pisogne si immette poi nel Sebino (lago d'Iseo) e alla sua uscita presso Sarnico, attraversa l'anfiteatro morenico e raggiunge la pianura.
Qui, prima di buttarsi nel Po, riceve le acque del Mella, proveniente dalla Val trompia, e quelle del Chiese, il suo maggiore affluente (con 160 km), proveniente dal Gruppo Adamello, in Val di Fumo.
NarcanelloE' proprio quando si trasforma in emissario del Sebino che la Regione Lombardia ha deciso di porlo sotto la sua tutela.
La necessità di proteggere il corso inferiore dell'Oglio e i residui ecosistemi adiacenti alle sue sponde è risultata impellente considerato che, se nella prima parte del suo percorso ha dovuto fare i conti con la massiccia captazione delle sue acque per la produzione di energia idroelettrica e per scopi industriali nonché con l'inquinamento dovuto alle acque non depurate delle decine di paesi che attraversa, in pianura rischia di perdere per sempre ogni connotazione naturale a causa dell'eccessiva cementificazione delle sue sponde e della completa trasformazione degli ambienti naturali che attraversa.

Si è deciso quindi che la sottile fascia di territorio che costeggia l'alveo del fiume, dal lago fino al Po', deve essere protetta.
Sono state individuate infatti 8 riserve naturali per proteggere le zone umide e i boschi ripariali di maggior pregio.
Sono tutte zone a ridosso del letto del fiume e quindi soggette, ove non completamente imbrigliate, a periodiche inondazioni in concomitanza con le piene stagionali, che si verificano prevalentemente in primavera ed in autunno.

La foce del fiume Oglio si trova in località Torredoglio, nelle vicinanze di Cesole e Scorzarolo in provicia di Mantova.
Qui il fiume termina la sua corsa e si getta nel Po, questa zona non è solo famosa per la pesca, ma da alcuni anni è meta domenicale per i turisti. Infatti un chilometro prima della foce, esiste un vecchio ponte in legno adagiato su grossi barconi di cemento, ed è proprio lui a fungere da punto di ritrovo per molta gente.
Ma torniamo un poco indietro…


Come nasce un fiume?
Le acque meteoriche raccolte dal bacino idrografico possono seguire tre strade:

  • Accumularsi in nevai e ghiacciai;
  • Penetrare nel terreno andando a costituire una falda acquifera, che torna in superficie tramite le sorgenti;
  • Scorrere semplicemente sul versante in modo dapprima disordinato (ruscellamento) poi via via più ordinato fino a costituire piccoli corsi d'acqua.

Il fiume in genere nasce proprio con il contributo di tutte queste tre fonti: le acque di ruscellamento, le acque nivali e le acque sotterranee (che rappresentano la fonte più costante perché risente meno immediatamente delle condizioni meteorologiche). Tuttavia, anche se il fiume, per definizione è un corso d'acqua a portata mediamente costante, si hanno delle variazioni stagionali.
Ciò è visibile in modo particolare nei fiumi montani, come l'Oglio, che risentono più velocemente dello scioglimento primaverile-estivo delle nevi presenti alle alte quote; per contro, in inverno si ha generalmente un ridimensionamento della portata.

Diga Ogliolo
Queste variazioni si ripercuotono sulla morfologia dell'alveo, per il quale si possono distinguere, per lo stesso fiume, un letto di magra (perennemente occupata dall'acqua al suo minimo "vitale") e un letto di piena che viene completamente invaso solo in eventi meteorici eccezionali correlati generalmente ad alluvioni. Solitamente un fiume oscilla tra queste due condizioni mantenendosi mediamente un po' sopra il letto di magra.
Nel caso del fiume Oglio pare che negli ultimi 20 anni, la larga sottrazione di acqua da parte delle centrali idroelettriche della Valle (in particolare quella di Edolo e Cedegolo) ma anche quelle sugli affluenti tenda a mantenere il livello del fiume costantemente prossimo a quello di magra, con inevitabili conseguenze sugli equilibri chimici e soprattutto biologici del fiume.


Le azioni del fiume
CascatellaIl fiume, dalla sorgente al suo estuario, esercita una energica attività sul fondo della valle, che si esprime essenzialmente in: erosione, trasporto, sedimentazione.
L'entità di ognuna di queste forme dipende dalla velocità della corrente e, in ultima analisi dalla pendenza del fondo e dalle condizioni dello stesso. Così abbiamo che nel suo tratto iniziale a carattere torrentizio, prevarranno l'erosione e il trasporto , anche di materiale di discrete dimensioni, come pietre che rotolano sul fondo.


Sassi
Lo sanno bene gli appassionati collezionatori di "sassi" i quali trovano nel fiume uno straordinario campionario delle rocce presenti a monte.
In questi tratti l'acqua è ancora limpida anche perché il materiale sottile in sospensione è minimo.
Presentano questi caratteri il fiume Oglio nel suo tratto iniziale (per alcuni km dopo Ponte di Legno), e ancor di più il Frigidolfo e il Narcanello che lo costituiscono.
Man mano la velocità diminuisce il trasporto è meno energico e riguarda solo materiale più fine quale sabbia e limo.
Ma l'erosione continua e sminuzza i ciottoli e sabbia in frammenti ancora più minuti, mentre la dissoluzione del substrato roccioso arricchisce l'acqua in minerali.


Fondo valleE' soprattutto in queste fasi che il fiume, nel suo creare strutture caratteristiche del paesaggio, incide energicamente il substrato roccioso e si scava la caratteristica valle a V.
Infine quando l'alveo si fa piano e la corrente è lenta, è la sedimentazione che prevale e il fondo valle si ricopre di alluvioni.
Spesso sui versanti della valle si possono riconoscere alluvioni analoghe e su diversi livelli (terrazzi alluvionali) che non sono altro che resti di antichi fondovalle successivamente scavati da un' erosione più evidente.
Essi perciò permettono di ricostruire la storia del paesaggio locale e dell'azione del fiume su di esso.

Nel caso del territorio della bassa ValCamonica è risultata evidente l'origine fluvio-palustre.
Dalle analisi geologiche effettuate è infatti emersa la presenza, all'interno del fiume Oglio, di un terrazzo morfologico di origine fluvioglaciale wurmiano (Pleistocene- oltre un milione e mezzo di anni fa) costituito da depositi limosi e sabbiosi sul quale
risultano tracce glaciali.
La valle fluviale inoltre è interessata da paleoalvei databili al periodo dell' Età del bronzo, Età del ferro.

RivaSabbia

.: Progetto di sistema FSE ob.3 Mis. C1 2001 ID 19563 :.
Progetto cofinanaziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lombardia