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Le
acque reflue urbane ed industriali contengono i residui
delle sostanze che l'uomo utilizza per la sua alimentazione
e per le sue attività quotidiane. Quando questi
residui modificano la qualità dei corpi idrici
che le ricevono, ci ritroviamo di fronte al fenomeno
detto "inquinamento delle acque".
Si possono definire diversi gradi di inquinamento:
- Un
primo grado di inquinamento è quello
che si verifica per cause naturali. E' il caso dell'acqua
piovana, che si mescola con le sostanze presenti
nel suolo, comprese quelle inquinanti. Il grado
di inquinamento però è tale da consentirne
comunque l'uso, salvo in casi particolari dove deve
essere sottoposta a trattamenti, in particolare
se utilizzata per uso potabile.
- Un
secondo grado di inquinamento, leggermente più
alto, è quello in cui l'acqua, pur ricevendo
dall'esterno sostanze inquinanti, presenta caratteristiche
tali da poter essere depurata naturalmente, senza
l'intervento dell'uomo. Alcuni microrganismi, mediante
l'uso dell'ossigeno disciolto nell'acqua, aggrediscono
le sostanze organiche e le trasformano in prodotti
semplici come acqua, anidride carbonica, solfati,
ecc.
- Un
terzo grado di inquinamento è quello
in cui il contenuto delle sostanze inquinanti è
tale da non poter essere eliminato naturalmente,
perché la capacità autodepurativa
del corpo idrico ricettore è insufficiente
ad affrontare l'alto contenuto di sostanze inquinanti
contenute nelle acque reflue.
A questo punto si presentano fenomeni esteticamente
disastrosi: il corpo idrico ricettore assume diverse
colorazioni, si ricopre di schiume galleggianti e
di sostanze grasse, presenta una rilevante torbidità,
provoca morte della fauna ittica, fa crescere a dismisura
le alghe e le sostanze vegetali, emana effluvi maleodoranti;
crea cioè tutte quelle situazioni che lo degradano
paesaggisticamente, lo rendono inadatto alle varie
forme di utilizzo a cui è sottoposto (irrigazione,
prelievo per uso potabile, balneazione) e peggiora
sensibilmente la qualità della vita dell'ambiente
circostante. In questo momento è indispensabile
l'intervento dell'uomo, che deve cercare di ripristinare
le caratteristiche originali dell'acqua contenuta
nel corpo idrico ricettore e riequilibrarne le funzioni
vitali.
A tale scopo sono stati progettati e realizzati dall'uomo
gli impianti di depurazione delle acque reflue, per
permettere quindi ai corpi idrici di effettuare l'autodepurazione.
GLI INQUINANTI
Gli inquinanti che normalmente si trovano nelle acque
reflue possono essere raggruppati in classi diverse,
secondo la loro natura e gli effetti che producono:
Materiali
galleggianti
Sono tutte le sostanze più leggere dell'acqua
ed insolubili: grassi, oli e schiume che stratificano
in superficie creando un pessimo fenomeno estetico,
impediscono il passaggio delle radiazioni solari necessarie
ai processi di fotosintesi.
In particolare gli oli creano un ostacolo insormontabile
per la riareazione dell'acqua, inibiscono la vita
dei microrganismi acquatici e distruggono la vegetazione.
Sono inoltre pericolosi perché in elevate quantità
possono favorire la formazione di incendi.
Materiali
in sospensione
Sono le sostanze insolubili, che hanno peso uguale
o superiore a quello dell'acqua. Si mantengono in
sospensione nel liquido e rallentano l'attività
dei microrganismi. Nel tempo sedimentano sul fondo
come fango e creano ostacolo all'alimentazione dei
pesci.
Inoltre, non essendo sufficientemente aerati, danno
inizio a fenomeni di putrefazione.
Materiali
disciolti
Sono i più numerosi: acidi, sali metallici,
insetticidi, cianuri e tutti i prodotti tossici che
rendono impossibile la vita acquatica e rendono l'acqua
non potabile.
Le sostanze organiche disciolte e l'ammoniaca sono
attaccate e trasformate dai microrganismi, che utilizzano
per questo l'ossigeno disciolto nell'acqua.
Anche alcuni prodotti chimici riducenti, i sedimenti
e i materiali organici consumano l'ossigeno disciolto.
Alcune sostanze organiche, tensioattivi, pesticidi,
ecc., mantengono invece inalterate le loro caratteristiche,
in quanto refrattarie alla degradazione biologica.
Materiali
biologici
Tutti gli organismi viventi, animali o vegetali, hanno
influenza sulla qualità dell'acqua; pertanto
vi troviamo:
-
I
Batteri attaccano e distruggono altre piante
ed animali e in certi casi danno vita a fenomeni
di autodepurazione; sono fondamentali però
nei processi di depurazione biologica.
-
I
Funghi aerobici e simili ai batteri.
-
Le
Alghe si nutrono prevalentemente di prodotti
inorganici e sviluppano ossigeno; quando sono
troppo abbondanti, muoiono consumando l'ossigeno
e dando luogo ad odori e sapori.
- Gli
Animali microscopici, Protozoi, metazoi,
ecc.., che si nutrono di alghe e batteri e sono
degli utili regolatori di crescita dei sopracitati
microrganismi.
VALUTAZIONE
DEL GRADO DI INQUINAMENTO DELL'ACQUA
Fra i vari metodi a disposizione per valutare il grado
di inquinamento, quelli normalmente utilizzati misurano
la domanda di ossigeno dell'acqua; questo dato,
che serve sia a valutare il grado di inquinamento
sia a stabilire la quantità di ossigeno che
deve essere somministrata all'acqua per ripristinare
l'originale condizione di purezza, viene espresso
da due parametri:
-
BOD (Biochemical Oxygen Demand, cioè
richiesta biochimica di ossigeno), è
la quantità di ossigeno (mg/l) consumato
dai batteri saprofiti aerobi per metabolizzare
le sostanze organiche presenti nel campione; la
metabolizzazione completa avviene in 20 giorni
a 20 °C, ma ai fini pratici dell'analisi è
stato concordato un tempo di 5 gg. (da cui le
sigle BOD20 e BOD5 a volte utilizzate), che corrisponde
al consumo del 70% dell'ossigeno disciolto in
un litro d'acqua alla temperatura di 20 °C.
- COD
(Chemical Oxygen demand, cioè richiesta
chimica di ossigeno), è la quantità
di ossigeno (mg/l) necessaria per ossidare chimicamente
le sostanze presenti in un litro d'acqua.
LE
ACQUE REFLUE
L'inquinamento
delle acque è provocato principalmente dall'immissione
di acque reflue in corpi idrici, laghi, mari, sul
suolo e nel sottosuolo.
Le acque reflue sono classificate come segue:
-
acque
reflue domestiche, acque reflue provenienti da
insediamenti di tipo residenziale e da servizi
e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano
e da attività domestiche;
-
acque
reflue industriali, qualsiasi tipo di acque reflue
scaricate da edifici od installazioni in cui si
svolgano attività commerciali o di produzione
di beni, diverse dalle acque reflue domestiche
e dalle acque meteoriche di dilavamento;
-
acque reflue urbane, acque reflue domestiche o
il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque
reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento
convogliate in reti fognarie, anche separate,
e provenienti da agglomerato.
Le
acque reflue sono raccolte attraverso sistemi di
fognatura che le trasportano al punto terminale
di depurazione e di scarico.
Esistono due tipi di sistemi di fognatura:
- sistema
a canalizzazione separata o sistema a rete doppia,
costituito da due distinte reti di canali (bianche
e nere), i primi per asportare le acque superficiali
e meteoriche (acque bianche) e i secondi per asportare
le acque reflue.
- sistema
a canalizzazione unica o fognatura mista, in cui
le acque meteoriche e le acque reflue vengono immesse
in un'unica rete di canali.
CARATTERISTICHE
CHIMICHE
Le acque reflue domestiche sono costituite all'incirca
dal 99,9% di acqua, dallo 0,02-0,03% di sostanze
solide in sospensione e da altre sostanze
organiche e inorganiche insolubili.
Percentualmente, la quantità di sostanze
solide sembra piccola, però, l'enorme volume
di materiale trattato da un grosso impianto di depurazione
(per esempio, parecchie centinaia di milioni
di metri cubi) contiene ben 100 tonnellate di
sostanze solide.
I costituenti chimici, sebbene presenti in basse
concentrazioni, sono tuttavia importantissimi e
sono soggetti a variazioni, sia fra comunità
sia all'interno di una comunità, anche di
ora in ora.
Le sostanze chimiche inorganiche presenti inizialmente
nelle acque di approvvigionamento idropotabile saranno
presenti anche nelle acque reflue; i composti organici
provengono dalle deiezioni umane e da altri rifiuti
di città.
Le acque reflue industriali, come sopra definite,
contengono sostanze organiche e inorganiche.
Per esempio i macelli, gli zuccherifici, le cartiere
e i caseifici introducono sostanze organiche; le
miniere e le industrie metallurgiche immettono acidi
e sali di metalli e altri rifiuti inorganici.
I composti organici presenti nelle acque reflue
vengono classificati come azotati e non azotati.
I principali composti azotati sono l'urea, le proteine,
le ammine e gli aminoacidi; le sostanze non azotate
comprendono i carboidrati, i lipidi e i saponi.
La tecnologia moderna può produrre notevoli
cambiamenti nelle caratteristiche delle acque reflue.
L'introduzione dei trita rifiuti domestici ha aumentato
il carico organico totale. Alcuni detergenti sintetici
che stanno sostituendo i saponi sono resistenti
alla degradazione microbica.
CARATTERISTICHE MICROBIOLOGICHE
Poiché la composizione delle acque reflue
varia, anche i tipi e il numero dei microrganismi
fluttuano.
Sono presenti funghi, protozoi, alghe,
batteri e virus.
Le acque reflue possono contenere milioni di batteri
al millilitro, compresi i batteri coliformi,
gli streptococchi, i bacilli sporigeni
anaerobi, il gruppo Proteus, e altri
tipi che si originano nel tratto intestinale dell'uomo;
sono anche una potenziale sorgente di protozoi,
batteri e virus patogeni.
Nelle acque reflue possono essere presenti gli agenti
eziologici della dissenteria, del colera e della
febbre tifoide, il virus poliomelitico, il virus
dell'epatite epidemica e possono essere isolati
facilmente alcuni batteriofagi.
I vari processi associati al trattamento di depurazione
delle acque reflue provocano notevoli variazioni
nei tipi predominanti di microrganismi.
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