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UNA NUOVA POLITICA

PER L'AMBIENTE


ACQUA - Approvvigionamento idrico
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APPROVVIGIONAMENTO   IDROPOTABILE
(a cura di Ecocamuna S.p.a con la collaborazione di P.Bontempi e D. Ferrari)

Il territorio della Valle Camonica ha un'estensione di 1.271,27 Km2 ; la popolazione residente è di 88.400 abitanti, pertanto la densità è di circa 70 ab/ Km2 .
Gli abitanti sono concentrati per la maggior parte sull'asse del Fiume Oglio, mentre sono in numero molto ridotto nelle zone montane e nelle Valli laterali.
Sono notevoli tuttavia i fenomeni di fluttuazione e di stagionalità, dovuti agli spostamenti causati dalla necessità di lavoro e alla presenza di centri turistici.
In questo contesto l'abbandono della montagna è molto accentuato.

La situazione degli acquedotti in Valle Camonica è attualmente caratterizzata dalla presenza di strutture preposte alla gestione del servizio notevolmente frammentate.
Sono infatti individuate gestioni di acquedotto per ogni singolo Comune, ognuno dei quali si avvale di consulenze e/o incarichi a soggetti pubblici o privati per svolgere le funzioni tecniche ed amministrative di gestione.
Considerata l'orografia locale, la notevole estensione territoriale e la conseguente dislocazione abitativa sparsa con incidenza in quantità di abitanti molto bassa, la disponibilità di molte acque su quasi tutto il territorio Valligiano, sono state realizzate miriadi di opere di presa e di conseguenza altrettanti acquedotti per la distribuzione.Presa

In questo contesto si citano anche opere occorrenti per lo sfruttamento silvo-pastorale e turistico.Non sempre la molta acqua a disposizione è sinonimo di buona qualità.
Sul nostro territorio, in effetti, le acque utilizzate per il consumo umano vengono captate quasi esclusivamente da sorgenti, poco protette e soggette ad inquinamento microbico, in alcuni centri l'acqua viene prelevata dal sottosuolo mediante l'escavazione di pozzi.
Alcune Amministrazioni, lungimiranti, hanno utilizzato il loro acquedotto, oltre che per l'approvvigionamento idropotabile, per la produzione di energia elettrica pulita anche se in modeste quantità con ottimi profitti.
Le acque prelevate, di ottima qualità per quanto riguarda la componente chimica, necessitano di disinfezione per la parte microbiologica.
Per questo fatto molti Comuni hanno dotato di impianti di debatterizzazione le loro reti acquedottistiche.
Si citano di seguito gli impianti più usati sul territorio e sono:

  • Disinfezione a ipoclorito di sodio
  • Disinfezione a biossido di cloro
  • Debatterizzatore a raggi U.V..


Produttore  di biossidoL'importanza della disinfezione delle acque è principalmente rivolta alla tutela della salute pubblica.
L'utilizzo dell'ipoclorito di sodio e del biossido garantiscono un buon risultato di debatterizzazione, e, con il residuo rimanente nell'acqua trasportata riescono a fare in modo di mantenere pura batteriologicamente l'acqua anche nell'eventualità di qualche rottura delle tubazioni di adduzione e l'assorbimento da parte delle stesse di impurità.
Da recenti sondaggi si nota che:

  • non tutti i dati forniti alla Regione ed alla Provincia riguardanti i censimenti delle opere di presa rispondono a veridicità;
  • la maggior parte di gestori non effettuano le analisi di routine, come stabilito dal D.Lgs. n° 31 del 2 febbraio 2001, per verificare la qualità delle acque distribuite all'utenza, bensì si affidano ai referti analitici effettuati dall'ente di controllo.

A tale proposito si rammenta a tutti i Gestori che le analisi effettuate dal gestore stesso o da laboratori da lui convenzionati servono per una buona conduzione degli impianti e per intervenire tempestivamente nel caso di eventuali inquinamenti.

Con l'entrata in vigore della legge 5 gennaio 1994, n° 36, "Disposizioni in materia di risorse idriche" si è avviato un complesso ed articolato processo finalizzato ad ottenere una riorganizzazione territoriale e funzionale del "servizio Idrico Integrato", inteso come l'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e di distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.
La Legge vuole infatti recuperare organicità nell'ambito della gestione dei servizi idrici e superare la frammentazione delle esistenti gestioni, perseguendo un riordino delle stesse su una base territoriale più appropriata e attivando modelli gestionali che assicurino un servizio con adeguati livelli di efficienza, efficacia ed economicità. Tali obbiettivi sono da conseguirsi operando entro i principi generali, stabiliti dalla stessa legge, di tutela e di salvaguardia delle risorse idriche, di utilizzo secondo criteri di solidarietà, di rispetto del bilancio idrico del bacino idrografico e di priorità degli usi legati al consumo umano.

A fronte della sopra menzionata legge, in attesa dell'applicazione della stessa, i gestori hanno rallentato i piani di intervento, in particolare sulle reti acquedottistiche, in attesa dell'evoluzione del progetto di gestione per il quale le autorità preposte stanno lavorando e pianificando per decidere chi dovrà essere il soggetto gestore.

.: Progetto di sistema FSE ob.3 Mis. C1 2001 ID 19563 :.
Progetto cofinanaziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Lombardia