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Una
particolare collocazione nel gruppo dei ciliati
lo trovano le vorticelle.
Nella maggior parte dei casi, sono a forma di calice
dal bordo ciliato e sostenuti da un peduncolo che
si fissa al substrato.
Essi hanno subito una notevole involuzione per quanto
concerne il loro manto ciliato.
Ciò che rimane è collocato in una piccola
corona ciliata a forma di spirale che si trova attorno
all'apertura orale; questa, grazie alla formazione
di vortici, attira a sé il cibo.
In determinate circostanze si viene a formare una
seconda corona ciliata che conferisce al microrganismo
la capacità di abbandonare il peduncolo al
quale è fissato e di spostarsi nuotando.
I peduncoli di molte vorticelle sono dotati internamente
in una fibra similmente muscolosa: il cosiddetto myonem.
Grazie a questo organo il peduncolo ha la capacità
di accorciarsi formando una piccola spirale nella
frazione di un secondo.
Per mezzo di questo movimento, le vorticelle,
che di per sé sono vincolati al supporto, possono
ancora sfuggire a determinati pericoli.
Fra le specie di vorticelle abbiamo:
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Carchesium
polypinum:
Il genere Carchesium è facilmente
riconoscibile per il suo peduncolo ramificato
e retraibile.
Le colonie possono contare più di mille
individui e raggiungere una grandezza di parecchi
millimetri.
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Vorticella:
I protozoi della famiglia delle vorticelle posseggono
un peduncolo singolo, non ramificato, dotato
di myo-nem.
L'immagine sotto mostra un esemplare della specie
Vorticella convallaria.
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Epistylis:
Altre specie, come ad esempio l'epistylis,
non posseggono alcun myonem: il loro
peduncolo è perciò rigido ed immobile.
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