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Stabilizzazione
aerobica
I
fanghi prodotti dal trattamento biologico sono ancora
putrescibili e devono essere quindi stabilizzati.
La stabilizzazione aerobica del fango viene
raggiunta attraverso la distruzione di circa il 35%
della sostanza secca organica presente, e viene effettuata
con un processo di ossidazione biologica del tutto
simile a quello a fanghi attivi adottato per l'eliminazione
del BOD5 dai liquami grezzi.
I parametri considerati nel dimensionamento della
sezione sono costituiti dal tempo di ritenzione dei
solidi nei fanghi addensati, dalla quantità
di ossigeno che deve essere somministrato per le operazioni
di ossidazione biologica, dalla energia richiesta
per mantenere in agitazione la massa dei fanghi e
dalla temperatura dei fanghi che, pur al variare delle
condizioni climatiche ambientali, non deve scendere
al di sotto dei 20°C.
Il calcolo del volume della sezione di stabilizzazione
è stato effettuato tenendo conto del tempo
di ritenzione del fango, considerando che nel fango
sottoposto a stabilizzazione aerobica le sostanze
organiche vengono parzialmente demolite e trasformate
in acqua, anidride carbonica, ecc.. Conseguenza di
tale trasformazione è la riduzione delle sostanze
organiche, e quindi delle sostanze secche entranti,
di un valore percentuale che dipende dal grado di
mineralizzazione raggiunto dai fanghi.
La completa stabilizzazione del fango si ottiene
con un tempo di ritenzione non inferiore ai 13 giorni,
a cui corrisponde una riduzione della sostanza secca
volatile del 35% circa.
Il volume della vasca dato dal prodotto tra il tempo
di permanenza e la portata giornaliera di fango stabile
in uscita dalla sezione, risulta di 960 m3.
Entro la vasca di stabilizzazione si ottiene un certo
addensamento dei fanghi mediante il periodico sfioro
delle acque surnatanti, che si separano dopo la decantazione
dei fanghi a seguito di periodiche e brevi interruzioni
dell'areazione.
La richiesta di ossigeno è stata calcolata
considerando che in relazione alla natura dei fanghi
di supero l'ossigeno fornito venga utilizzato sia
per la demolizione del tessuto cellulare che per la
eventuale ossidazione della sostanza organica ancora
contenuta nel fango.
Il sistema di aerazione è dello stesso tipo
della ossidazione, mediante insufflazione diretta
tramite diffusori a candele porose a bolle fini installati
alla profondità di 3,5 m ed alimentati dagli
stessi compressori dell'aria al servizio della sezione
ossidativa.
Il fango stabilizzato è infine inviato
al trattamento successivo di ispessimento mediante
pompa sommergibile, mentre le acque sfiorate sono
riciclate alla testa dell'impianto.
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