|
Al
contrario degli organismi precedentemente descritti,
i rotiferi sono dei veri e propri esseri pluricellulari,
sebbene i rappresentanti di questa famiglia sono poco
più grandi dei ciliati.
Questo gruppo deve il suo nome ad un piccolo organo
di cui i suoi rappresentanti sono dotati.
Al momento dell'osservazione al microscopio l'occhio
umano ha l'impressione di vedere delle ruote dentate
ruotanti; l'organo in questione ha infatti una particolare
conformazione a vortice.
La molteplicità degli organismi presenti nel
fango attivo rappresenta la condizione principale
per il rendimento ottimale della decomposizione.
Solamente per mezzo della abitudini di alimentazione
differenziate di questi esseri viventi, il fango si
può adattare alla grande varietà di
sostanze presenti nelle acque di scarico.
Il fango attivo comprende così diversi regimi
alimentari.
Molti organismi possono nutrirsi solamente di alimenti
in soluzione o in forma colloidale.
L'ingestione avviene in modo diffuso sull'intera superficie
corporea, oppure presso una ben definita parte sviluppatasi
come "bocca cellulare".
I principali utilizzatori delle sostanze disciolte
nelle acque di scarico sono i batteri. Molti di questi,
inoltre, espellono degli enzimi con l'aiuto
dei quali riescono a liquefare particolari sostanze
alimentari insolute.
|
Anche
molti flagellati si nutrono esclusivamente di
alimenti liquidi, posseggono ad ogni modo, al
contrario dei batteri, una "bocca cellulare".
Molti microrganismi sono dotati di apparati
filtranti per l'ingestione di particelle alimentari
solide, presenti nell'acqua del fango attivo.
Questi apparati filtranti permettono inoltre
una selezione del cibo secondo le dimensioni
adatte dell'apparato digerente.
|
|
 |
Anche
il genere carchesium, vorticella fissa,
avvicina a sé, per mezzo della formazione
di vortici, il suo alimento costituito da batteri.
In acqua ferma, la zona ad esso circostante
sarebbe in breve tempo depauparata.
Il Carchesium compare perciò solo
in acque mobili con le quali viene continuamente
apportato nuovo cibo.
|
|
Si trovano filtri viventi anche tra i rotiferi.
Quelli della famiglia Philodina si fissano
ad un sostegno durante la formazione del vortice.
Se l'ambiente è divenuto povero in sostanze
alimentari questi scivolano o nuotano verso
un luogo più favorevole.
Le Philodine non sono perciò dipendenti
da acqua in movimento, ma possono sussistere
anche in acque ferme.
Filtri viventi tipici sono i protozoi del genere
Paramecium.
Per la loro mobilità sono in grado di
cercare zone con un'elevata concentrazione batteriologica.
|
|
 |
Molti
ciliati si sono specializzati, per così
dire, nel "brucare" intere
colonie di batteri, così come fiocchi
di fango attivo.
A questo scopo le loro aperture orali sono dotate
di apparati per lo più complicati, composti
da ciuffetti di ciglia, membrane mobili o organi
a forma di "nasse"(ceste
utilizzate nella pesca).
Batteri tipici sono le specie appartenenti al
gruppo degli Euplotes; questi posseggono
un corpo ovale la cui parte posteriore porta
numerose costolette longitudinali.
|
|
Nel seguente esemplare di Chilodonella uncinata
è chiaramente visibile la "nassa"
costituita da sottili formazioni a bastoncino
riunite dietro l'apertura orale.
Dato che i filtri viventi, così come
i brucatori reagiscono ad una unilaterale riproduzione
di batteri, questi ultimi divengono spesso il
bottino di questi rapaci abitanti del fango
attivo.
Le prossime immagini mostrano alcuni dei ciliati
che fanno appunto parte di questa famiglia
di predatori specializzata nella cattura di
grosse prede.
La maggior parte degli infusori fissi sopprimono
altri esseri viventi di piccola taglia con l'aiuto
dei loro tentacoli dalle estremità appiccicose
e dalla forma tubolare.
Se un ciliato, sfiora un tentacolo nuotandovi
vicino, vi resta attaccato e ne viene completamente
risucchiato. In considerazione della decomposizione
delle sostanze presenti nelle acque di scarico
viene preteso un duro lavoro da parte del fango
attivo.
Principale presupposto per il buon adempimento
di questa sua prestazione, è una buona
ossigenazione.
|
 |
La
distribuzione dell'ossigeno è da considerarsi
ottimale quando la Votrticella convallaria
è presente in gran numero.
In questo caso la quantità minima di
ossigeno presente scende sotto i 2 milligrammi
litro.
Sono da giudicare appena peggiori le condizioni
rappresentate dalla presenza del Carchesium
raffigurato nella seguente fotografia.
|
|
Un
contenuto minimo di ossigeno, che raggiunge
però ancora un milligrammo e mezzo di
ossigeno per litro, è da registrare in
caso di eccessiva comparsa di specie di opecularia.
Non solo l'ossigeno è responsabile della
buona o cattiva salute del fango attivo, molti
altri fattori permettono di influire favorevolmente
o sfavorevolmente sulla sua funzione.
Di notevole importanza è la temperatura.
In ogni caso, temperature troppo basse in generale
causano più disturbi di quelle troppo
alte.
|
|
|
L'arrivo
delle stagioni autunnale ed invernale, e le
conseguenti temperature in diminuzione portano
molto spesso a comparse in massa del battere
Sphaerotilus.
Lo sviluppo di questo battere è maggiormente
favorito se vi è un'alta percentuale
di acidi organici, scaricati per esempio da
produttori di succhi di frutta. Non bisogna
però dimenticare che questo battere procura
spesso parecchie difficoltà al gestore
dell'impianto.
Il fango viene fortemente inibito anche
a causa di sovraccarichi, cioè con acque
di scarico ad elevata concentrazione. Caratteristica
è l'immagine al microscopio che mostra
i danni prodotti in questi casi.
|
|
Questa
immagine mostra una ciste, dove si riconosce
chiaramente l'in-volucro che protegge l'effettivo
corpo cellulare.
La presenza di numerosi cisti nel fango attivo
indica periodici sovraccarichi.
|
|
 |
L'osservazione
al microscopio permette di ottenere tante altre
informazioni, come:
La comparsa in massa di Zooglea ramigera,
in colonie dai netti contorni, cosiddette dentriti,
mostra una buona capacità di assorbimento.
Infusori, come ad esempio Phodopyra,
si moltiplicano in tempi più lunghi rispetto
alla maggior parte dei ciliati.
La loro riproduzione è pertanto molto
più sensibile a condizioni sfavorevoli
periodiche.
Perciò la presenza di infusori è
un'indicazione in particolar modo di stabili
condizioni favorevoli del fango attivo.
|
|
Attraverso
l'immagine al microscopio, così come
si può vedere se il fango sta bene, si
possono notare anche tanti segni che indicano
se il fango è in cattive condizioni.
Uno stato filamentoso del fango attivo, in concomitanza
con l'assenza di ciliati, il più
delle volte è un segno evidente di condizioni
altamente tossiche.
Danni del genere sorgono soprattutto a causa
dell'azione di metalli pesanti come ad esempio
il rame.
|
|
|