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LAGO DI PICCOLO

DESCRIZIONE:

IL LAGO DI PICCOLO (metri 2378)

Tra le montagne di Corteno Golgi, nella riserva naturalistica delle "Valli di S. Antonio", il lago di Piccolo costituisce una delle principali attrattive naturalistiche . Le sue acque scure e profonde si estendono a 2378 metri di quota, in un' ampia conca glaciale punteggiata da altri piccoli laghi morenici e circondata da poderose e selvagge dorsali e cime rocciose.Lago di Piccolo
Cuore di questo singolare e suggestivo angolo di montagna camuna è la solitaria borgata di S.Antonio; un grumo di case antiche sbilenche sul fiume dal quale si diramano numerosi itinerari tra i quali quello che si svolge verso il lago di Piccolo.
L'accesso a S.Antonio è dalla statale dell'Aprica; superato Corteno Golgi (circa 1500 metri), si prende sulla sinistra la strada che, superato il ponte della segheria sull' Ogliolo, continua nella stretta e molto suggestiva valle di S. Antonio in capo alla quale, dove questa si apre, è situata l'omonima località; qui, nell'apposito piazzale si parcheggia a pagamento.
Lasciata alle spalle la rustica borgata, circondata da prati ritagliati nell' abetaia che riveste fittamente i versanti del monte, si continua sulla strada che risale ( piuttosto ripida) verso sinistra, costeggiando il torrente Brandet che scorre impetuoso attraverso una stretta forra.
Superata la strettoia la valle improvvisamente si apre e si addolcisce con un morbido distendersi di prati, punteggiati da alcune baite di tipica struttura alpina.
Seguendo la stradina che si snoda pianeggiante, si giunge al privato rifugio - ristoro Brandet, aperto dall'inizio dell'estate al tardo autunno e dopo altri dieci minuti di cammino, si entra nella grande conca pascoliva della malga Casazza che sorge al limite dell'abetaia a 1474 metri di quota.
A fianco della malga inizia il sentiero segnato che porta al nostro lago attraverso la valle di Piccolo.
Il sentiero si inerpica verso destra tra cespugli di ontani e a fianco di una caratteristica cascata; superatala, si passa sulla destra del torrentello e si prosegue doppiando strette giravolte che portano alla base di una ripida pendenza sopra la quale si notano i ruderi della malga Piccolo.
Da questi ultimi si ritorna verso sinistra per superare un altro tratto particolarmente faticoso; il sentiero sempre ben visibile ci porta poi nella zona morenica, caratterizzata da circhi glaciali di varie dimensioni e potenza.
Superate in seguito, una serie di balze erbose, e aggirati alcuni costoni rocciosi attraverso i quali il sentiero rimonta scosceso e serpeggiante, si giunge sul colmo della massiccia cordonatura morenica che argina il lago di Piccolo.
Qui il paesaggio è ampio e selvaggio; è il regno incontrastato dei rapaci e dei camosci che non sono difficili da avvistare durante i loro spostamenti in cerca di nuove pasture.

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